Politica

Scoppia la rabbia dei sindacati: "Facciamo da badanti al sindaco"

Parla il segretario romano del Sulpl Stefano Giannini

«Scorta? Quei vigili fanno i badanti, gli accompagnatori. Difendere un personaggio richiede competenza ed esperienza che noi non abbiamo. È un lavoro che dovrebbe spettare ad altri». Il segretario romano del sindaco Sulpl, Stefano Giannini, è dispiaciuto e un po’ arrabbiato per quello che è capitato l’altro ieri a giornalista e fotografo de Il Tempo - Augusto Parboni e Pasquale Carbone - "sequestrati" e col telefonino requisito dallo staff dei vigili urbani che come un’ombra segue il sindaco Ignazio Marino, anche quando va dal barbiere.   Una brutta storia? «Più che brutta è quasi ridicola. Come si fa a vietare che un personaggio pubblico possa essere fotografato in luogo pubblico?».   Scusi, qualcuno avrà dato l’ordine di bloccare i nostri colleghi? «Per forza, qualcuno lo ha ordinato. Però ritengo che nessuno dei ragazzi si sia preso la briga di decidere cosa fare senza prima sentire il sindaco. È lui che decide. È così che vanno le cose».   Perché nello staff non contano i gradi? «No, non contano, vale la persona. Ci saranno pure degli ufficiali, dei superiori in grado, ma quando si è alle dipendenze del sindaco, distaccati nel suo Gabinetto, la gerarchia non conta, conta solo il primo cittadino».   Quanti sono questi angeli custodi? «Dodici in totale, spalmati sui turni quotidiani».   E se l’ordine dato è sbagliato allora di chi è la responsabilità, del sindaco che l’ha dato o del vigile che l’ha eseguito? «Bella domanda. Di chi lo ha eseguito, in teoria».   Però in pratica se Marino fa danni i cocci li pagate voi? «Esattamente».   Mi scusi: fate i badanti, le vittime sacrificali e il servizio va bene così, non vi opponete? «Lo staff non ci sta bene. Non ci stava a genio quando lo ha istituito l’ex sindaco Francesco Rutelli e non lo approviamo ora che accompagna Ignazio Marino in bici».   E il comandante del Corpo, Raffaele Clemente, che dice di questa situazione? «Che deve dire, l’ha scelto Marino. In sostanza si tratta di altro personale non soggetto neppure alla rotazione anticorruzione».   Cioè? «Da gennaio è previsto che ogni tre mesi ci sia una rotazione di una quota pari a circa un ottavo del personale (seimila in tutto): si parte dagli ufficiali - tranne i comandanti di Gruppo - e si arriva al vigile semplice. Chi è alle dipendenze del sindaco non rientra tra coloro sottoposti alla norma anticorruzione. E questa è un’ingiustizia».   Lo pensa lei e basta o è un malumore che comincia a diffondersi nel Corpo? «Sono in parecchi a lamentarsi di questa storia. Le regole vanno rispettate, invece ci sono sempre eccezioni».   Ma i sindacati che ci stanno a fare? Non avete voce? «Ce l’abbiamo ma non ci ascoltano».   E il sindaco? «Le solite storielle, favole, parole, annunci. Ho un brutto presentimento».   Quale? «Che entro due anni scioglieranno il Corpo».   Questo non è un sogno, è un incubo «Con il Giubileo del 2000 furono assunti mille vigili. Tra pensionamenti e morte naturale perdiamo circa 200 operatori l’anno, secondo la legge regionale in organico dovremmo essere 9.300 e invece siamo seimila. Da domani (oggi, ndr ) 48 pattuglie saranno cedute ai Gruppi di Trevi e Prati per servizi contro l’abusivismo commerciale, gli ambulanti. Svuotano le nostre caserme impedendo di svolgere il normale servizio di controllo nelle altre zone della città. Che vuol dire? Il Comune ci liquida».   E perché lo farebbe? «Per risparmiare stipendi, tutto qui».   Con una pagella del genere che voto darebbe al sindaco? «Voto? Non scherziamo. È non classificato».

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