Politica

La Cgil rilancia la solita ricetta: patrimoniale e maggiori imposte

Aumento del fisco sulle successioni e utilizzo dei fondi pensione

Chi si rivede, la patrimoniale. Non c’è niente da dire. Tassare il patrimonio è un’idea fissa della sinistra estrema e inparticolare della Cgil che coglie al volo ogni occasione, dalla Legge di Stabilità al Def, per rilanciare quella che considera come la panacea alla crisi economica dell’Italia. Così ecco che a ridosso della presentazione del Documento di economia e finanza, il segretario generale del maggiore sindacato, Susanna Camusso, prende di petto la ricetta di Renzi e del ministro dell’Economia Padoan, dice che la rotta è sbaglia e indica quella che a suo parere è la strada giusta per ridare fiato all’economia. Primo punto in agenda: l'introduzione di una patrimoniale con cui tassare in via ordinaria con un aliquota progressiva dallo 0,55% all'1,8% la ricchezza esclusivamente finanziaria. «Si potrebbe rastrellare un gettito potenziale pari a 10 miliardi di euro, creando 740mila nuovi posti di lavoro in 3 anni con cui dimezzare il tasso di disoccupazione e far volare il Pil. Poi la Camusso propone di aumentare la tassazione sulle successioni (sopra i 500 mila euro, salvo prima casa, con aliquote dal 10 al 40%) per sostenere investimenti pubblici e nuova occupazione, nonchè per evitare ulteriori tagli al welfare e, in particolare, alla sanità pubblica. Camusso lancia anche l'idea di utilizzare i fondi pensione dei lavoratori per lo sviluppo del Paese con il coinvolgimento delle parti sociali e l'individuazione da parte della Cassa depositi e prestiti di strumenti finanziari specifici. Tre interventi che se attuati, spiega il leader Cgil, potrebbero «smuovere risorse per il lavoro con cui determinare ben altri tassi di crescita». La Cgil smonta l’entusiasmo del premier per il «tesoretto» che «è uno specchietto per le allodole». A Renzi, chiede «più onestà intellettuale prima di parlare di 1,6 miliardi una tantum in un Documento che mira a recuperare, con le clausole di salvaguardia, tra i 10 e i 16 miliardi di tagli alla spesa». E lascia intendere che Renzi è pronto a sfilare dal cilindro qualche cattiva sopresa per i contribuenti. «Se c’è un provvedimento a cui il governo sta già pensando, allora lo si dica e se ne discuta apertamente». Camusso accusa il governo di aver anche dimenticato le partite Iva e dei parasubordinati. Un popolo che per il 68% ha poche o nessuna possibilità di contrattare condizioni e reddito, con un salario che si ferma nel 45,7% dei casi a quota 15mila euro lordi, esposti alla disoccupazione e che al sindacato chiede essenzialmente un impegno sulle retribuzioni e sulle tutele in caso di perdita di lavoro. Sul fronte della disoccupazione infatti il 34,7% l’ha subita dai 2 ai 6 mesi mentre l'11,8% da 7 mesi a un anno contro un 50,9% che «non ne soffre». Tra le professioni i più colpiti sono i lavoratori dello spettacolo e del settore cultura, quelli dell'informazione e dell'editoria, gli archivisti e i bibliotecari. La replica alla Cgil è arrivata direttamente dal Pd. Il responsabile economico, Filippo Taddei, bocia senza risreve l’ipotesi di una patrimoniale. «Dobbiamo cercare di parlare meno di tasse e più di redistribuzione delle risorse che abbiamo e della nostra capacità di controllare la spesa pubblica e di efficientare i servizi e renderli più efficaci. L'imposta straordinaria non è la strada».

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