Politica

E a fine mese un altro caos annunciato dei Movimenti per la casa

Un altro caos annunciato. Tra dieci giorni. Il 31 a Roma si svolgerà una manifestazione contro gli articoli 3 e 5 del decreto Lupi e sull’assenza della proroga del blocco degli sfratti nel...

Un altro caos annunciato. Tra dieci giorni. Il 31 a Roma si svolgerà una manifestazione contro gli articoli 3 e 5 del decreto Lupi e sull’assenza della proroga del blocco degli sfratti nel Milleproroghe 2015, riconosciuto in precedenza alle categorie disagiate. La giornata si prevede tesa. I Movimenti per il diritto all’abitare tentano di inaugurare una nuova stagione di proteste in nome dell’emergenza abitativa nella Capitale. Ad alzare la temperatura sono gli annunci del leader dei Blocchi precari metropolitani, Paolo Di Vetta. Si fa intendere chiaramente: non hanno nulla da temere e lo dicono. Il 31 gennaio in piazza potrebbe esserci il solito esercito di immigrati e seguaci dei Movimenti per la casa che chiedono una svolta nelle politiche abitative. Gli aderenti se la predono con la politica, con il governo che a loro dire, nonostante anni di proteste e richieste, non sarebbe stato in grado di affrontare il problema dell’emergenza abitativa in una città come Roma. E quindi, avrebbe guardato dall’altra parte, limitandosi a gestire la difficile situazione. Il bubbone però ha aperto altre "ferite". Le occupazioni di stabili e alloggi nel nome degli sfrattati e di chi non ha più un tetto sopra la testa è un capitolo non molto chiaro. Stando alle inchieste di investigatori e magistratura, non sempre l’invasione degli edifici - pubblici o di costruttori - si rivelano "opere di bene". Sembra piuttosto che le gestioni abusive siano diventate zone d’ombra, affari che qualcuno nei Movimenti avrebbe scambiato per un business dallo sfondo illecito, un vero e proprio racket. Lo dimostrerebbero le indagini. Recentemente una inchiesta ha coinvolto la leader del «Comitato popolare di lotta per la casa», Pina Vitale, arrestata lo scorso marzo. Di Vetta, però, ha preso le distanze sottolineando come «il Movimento di lotta per la casa a Roma c’è, esiste ed è pulito, non ha nessuna relazione con il meccanismo che si era messo in moto attorno ai residence, ma ha un discorso suo, forte e indipendente: se non c’è soluzione, meglio vivere nelle occupazioni che andare nei residence». Intanto, prosegue nella Capitale, dopo le ipotesi di sgombero circolate nelle scorse ore, l’occupazione dell’Anagrafe di via Luigi Petroselli, iniziata martedì 13 gennaio dai Movimenti per il diritto all’abitare. «Abbiamo avuto contatti con lo staff dell’assessore comunale alle Politiche abitative, Francesca Danese - spiegano i Blocchi Precari Metropolitani - per ottenere un incontro con il Campidoglio».

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