«Non è successo nulla di strano nel metodo, c’è solo una particolarità di contenuto dovuta al fatto che compare sulla scena, secondo i malpensanti, lo spettro di Berlusconi che come al solito in questi casi determina un black-out politico-mediatico». Lo afferma ad Affaritaliani.it il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, intervistato in merito alla cosiddetta norma salva-Berlusconi contenuta nel decreto fiscale uscito dal Consiglio dei ministri. «Nel caso specifico - spiega Zanetti - c’è una modifica che è stata apportata all’ultimo e che ha scatenato un can can rilevante perché entrano in gioco retropensieri e altro. Personalmente, rispetto a quella modifica, non ero d’accordo nel merito. E l’avevo già evidenziato prima che scoppiasse la vicenda Berlusconi, ma non ero d’accordo in termini di principi». L’esponente di Scelta Civica chiarisce che «in sede di Consiglio dei ministri sono state apportate alla bozza inviata non una ma tre o quattro modifiche che hanno recuperato in extremis soluzioni tecniche emerse durante il dibattito che non erano state considerate come prima opzione nella bozza di decreto costruita al ministero dell’Economia e delle Finanze. È la regola che questo accada anche perché il Consiglio dei ministri non è un luogo dove semplicemente si ratifica il lavoro fatto da altri. Ma è la sede dove si ultima il percorso decisionale dei provvedimenti e dove spesso alcune modifiche vengono apportate recuperando soluzioni inizialmente accantonate a favore di altre». Chiarito questo, Zanetti nello specifico sottolinea «a me di Berlusconi non frega nulla. Né mi interessa sapere se quella diversa versione normativa, rispetto a quello che io avrei fatto, è stata introdotta sulla base di una diversa valutazione tecnico-politica altrettanto legittima oppure sulla base di strane idee. Non me ne frega niente. Noi come Scelta Civica siamo entrati in politica per smettere di guardare i retroscena e guardare la scena. Guardando la scena si ottiene comunque di evitare, a prescindere da quali siano i motivi retro, che in Gazzetta Ufficiale arrivino norme inadatte a funzionare per i 60 milioni di italiani invece piuttosto pensate... A noi interessa star sul pezzo. Di queste polemiche non ce ne frega assolutamente nulla. Quando il Paese avrà la maturità per superarle avremo davvero voltato pagina. Speriamo di poter aiutare quegli italiani che la vedono come noi a esprimersi sulla scena politica».
«Una norma inserita solo all’ultimo momento»
«Non è successo nulla di strano nel metodo, c’è solo una particolarità di contenuto dovuta al fatto che compare sulla scena, secondo i malpensanti, lo spettro di Berlusconi che come al solito in...