Politica

«Ma quale assenteismo. È stata una protesta disperata»

«Si è montato ad arte un caso a livello mediatico che ha sortito l’effetto di distruggere quel poco di credibilità rimasta del Corpo dei Vigili urbani e con esso l’immagine della città». Francesco...

«Si è montato ad arte un caso a livello mediatico che ha sortito l’effetto di distruggere quel poco di credibilità rimasta del Corpo dei Vigili urbani e con esso l’immagine della città». Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, non ci sta al gioco al massacro sui pizzardoni romani. «Sia chiaro: se dall’inchiesta emergeranno certificati falsi o qualche dichiarazione inventata, il singolo ne pagherà le conseguenze. Ma da qui a dire che l’84% dei vigili è assenteista ce ne corre. Una menzogna degna dell’Agit-Prop». Storace, ma le assenze ci sono state comunque... «Certo, ma non è assenteismo. È solo una disperata forma di protesta: i vigili chiedono un contratto di lavoro che non sia una mortificazione, Marino risponde con trattative condotte con la pistola sul tavolo e, di fronte a una protesta organizzata secondo le regole, partono le precettazioni dopo una due giorni di cancan mediatico. Ovvio che alla fine i vigili abbiano utilizzato i soli strumenti che avevano disponibili: malattie, donazioni di sangue e via dicendo. Il punto è che l’incapacità gestionale di Marino e del comandante Clemente ha portato a questo». Ma si parla della necessità di abolire indennità assurde, quasi dei privilegi... «Sì, ma non si possono di punto in bianco tagliare dai 200 ai 500 euro di stipendio: chi ha un mutuo, l’affitto, i figli all’università, le rate della macchina ha organizzato le sue spese sullo stipendio che ha percepito, indennità o meno. E non è ammissibile prendere e tagliarlo, così, all’improvviso. Tra l’altro, dipingendo chi rifiuta come traditore, disertore o peggio». Come se ne esce? Da una parte si devono pur razionalizzare i costi, non si può sempre lasciare il Paese bloccato dal passato. «Certo, ma le trattative dovevano essere condotte in altro modo. Ad esempio, i due vigili falciati ieri notte a Tor di Quinto, uno dei quali in condizioni gravissime lotta fra la vita e la morte al Gemelli. Le sciocchezze fatte da Monti con la spending review non riconoscono l’infortunio per causa di servizio. Se il Vigile, Dio non voglia, rimanesse leso come accaduto al maresciallo Giangrande non avrebbe alcuna tutela o riconoscimento. I Vigili hanno sempre dimostrato nel loro complesso attaccamento alla città e alla divisa, ricordiamoci le eccezionali mobilitazioni per il terremoto de L’Aquila, per la nevicata del 2012 o le alluvioni più recenti. Ora vengono mortificati inutilmente da scelte scellerate di Marino, a partire dalla rimozione di Buttarelli per intronizzare Clemente. Magari il prossimo sarà Odevaine... Si riconoscano i livelli di retribuzione attuali e, eventualmente, si aggiungano i premi di produttività giusti; si ritocchino pure gli orari ma si diano dotazioni di servizio adeguate; si proceda alla rotazione ma non si può pensare di spostare un vigile da Ostia alla Cassia, dal Tuscolano al Nuovo Salario come fosse un pacco postale. Insomma, basta un po’ di buon senso».

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