Primo giorno di lavoro per i commissari nominati dal prefetto Pecoraro per l’indagine che, entro tre mesi, dovrà chiarire se ci siano o meno infiltrazioni mafiose in Campidoglio. E primo giorno "informale" per i neo assessori della giunta Marino che hanno già incontrato il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini. Una sorta di "benedizione" insomma, arrivata puntuale. Nessuna sorpresa sulla nuova squadra che affiancherà il sindaco in questa fase di "traghettamento" verso un porto sicuro rispetto alla tempesta dell’inchiesta «Mondo di mezzo». Francesca Danese alle Politiche sociali, Maurizio Pucci ai Lavori pubblici. Tempi più lunghi per Alfonso Sabella alla Trasparenza e Legalità, per il quale si attende il via libera del Csm, in arrivo, forse lunedì. In più un "giro" di deleghe tra gli assessori. Un po’ di fard insomma su un viso impallidito da un’inchiesta senza precedenti. Troppo poco per dare quel segnale di svolta, non solo morale ma anche concreta sui problemi di una città che si aggravano di giorno in giorno. Complice anche la "distrazione" giudiziaria che resta, giustamente, al primo punto dell’agenda politica, non solo romana. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi è tornato anche ieri sulla vicenda capitolina nel suo intervento alla Camera in vista del Consiglio europeo. «Dobbiamo uscire da un racconto di noi stessi banale, superficiale e mediocre. C’è chi ruba e chi ruba sulle disgrazie ma l’Italia è molto di più. Certo - ha aggiunto Renzi - ci sono episodi di malaffare e corruzione, certo che ci sono, ma nessun paese civile metterà mai sullo stesso piano coloro i quali rubano e rubano sulle disgrazie, con lo straordinario mondo del terzo settore, della società civile, delle associazioni, delle cooperative che si impegnano per dare un futuro ai nostri anziani, che danno un valore ai nostri bambini». Uno scudo fragile quello sollevato dal Pd, consapevole di avere la responsabilità maggiore non solo perché coinvolto, secondo le indagini, al pari del centrodestra ma perché si ritrova alla guida della Capitale, della Regione Lazio e del Governo. Resistere alle pressioni su elezioni anticipate, almeno a Roma, sarà sempre più difficile. Le chiede il centrodestra, con Forza Italia in testa, che ieri ha nominato intanto i nuovi capigruppo in Regione, Antonello Aurigemma e in Campidoglio, Davide Bordoni, e le chiede il Movimento 5 Stelle che ieri alla Pisana ha dovuto persino chiamare gli artificeri per un sospetto pacco recapitato al consigliere grillino Gianluca Perilli. Un allarme dettato forse dalla maxi inchiesta Mafia Capitale e dal ruolo di paladini della legalità e della giustizia dei grillini, che si è poi rivelato una banalissima denuncia anonima su una macchinetta elettrica messa sotto carica alla Pisana con la scritta «capo gabinetto». Una gaffe dettata dalla psicosi di un’inchiesta che potrebbe riservare altre sorprese.
Pronta la giunta. Ma si pensa al voto
Marino e il commissario Orfini incontrano i nuovi assessori. Primo giorno di lavoro per gli ispettori inviati dal prefetto Pecoraro
