Politica

«Linciata mediaticamente ma eletta in modo lecito»

Micaela Campana passa al contrattacco, rivendica di essere stata eletta in modo lecito e denuncia il linciaggio subìto in questi giorni. «Ho visto ripetutamente il mio nome sbattuto in prima pagina...

Micaela Campana passa al contrattacco, rivendica di essere stata eletta in modo lecito e denuncia il linciaggio subìto in questi giorni. «Ho visto ripetutamente il mio nome sbattuto in prima pagina associato alla vicenda di Mafia Capitale - dice la deputata Dem - Il tutto per un saluto ( bacio grande capo ndr.) che io uso abitualmente e per una conversazione priva di fondamento tra due personaggi». La Campana denuncia «il linciaggio mediatico» e annuncia di aver dato mandato ai suoi legali perché venga tutelata in ogni sede giudiziaria la sua onorabilità. «Ho conosciuto Salvatore Buzzi come presidente di una delle più grandi cooperative di Roma e come dirigente della Legacoop e per me, fino a martedì scorso, era solo questo. Come l’Italia intera, anche io ho appreso con sconcerto delle indagini e dei suoi rapporti con Carminati», precisa. «All’epoca di questa intercettazione - spiega - ero già stata eletta alla Camera dove sono entrata con le liste bloccate, attraverso le parlamentarie del dicembre 2012, e senza il contributo illecito di nessuno, se non attraverso il gradimento dei cittadini che hanno avuto fiducia in me, nel mio lavoro e nella mia storia. L’sms in questione se letto nella sua interezza dimostra che non avrei mai presentato l’interrogazione richiesta da Buzzi». «Ho ritenuto che non fosse corretto occuparmi di simile questione - spiega ancora la Campana - anche perché sarei entrata in contrasto con una decisione della giustizia amministrativa: presso la banca dati del sito della Camera non c’è nessun atto ispettivo a mia firma sulla vicenda». «Sulla Tiburtina (dove operava la 29 Giungo dal 1985 ndr.) arrivai a 19 anni, come tanti ragazzi che dal Sud si iscrivono a La Sapienza. Ho iniziato la mia esperienza politica come iscritta in un circolo del Pds in via Tiburtina, affiggendo manifesti e servendo ai tavoli alla Festa de L’Unità. Ho iniziato giovanissima, a vent’anni, conoscevo poco Roma e non è stata affatto una carriera fulminea. Non posso nascondere un certo imbarazzo e indicibile rabbia per quanto sta accadendo nei confronti della mia persona».

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