Politica

Gasparri: «Orlando proceda sugli insulti grillini»

«Cosa sa il ministro della Giustizia Orlando della denuncia depositata presso la procura di Roma perché si indaghi sui casi di vilipendio al Capo dello Stato in riferimento alle dichiarazioni di Beppe Grillo e di altri esponenti del suo movimento?». Lo ha chiesto in un’interrogazione il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri di Forza Italia. Gasparri si riferisce alla denuncia presentata dai legali di Francesco Storace basata su un articolo de Il Tempo firmato da Pietro De Leo, nel quale si elencavano tutti i casi nei quali erano stati gli esponenti del MoVimento 5 Stelle a pronunciare insulti nei confronti di Giorgio Napolitano. «Risulta che sia stata presentata una denuncia, con un elenco molto dettagliato, di evidenti casi di vilipendio a Napolitano» continua Gasparri. «Premesso che per questo reato l’unico verso il quale si è proceduto e ad essere stato condannato è stato Storace, tra l’altro nonostante la dichiarazione di insindacabilità delle opinioni espressa dall’allora senatore e nonostante il chiarimento avuto con Napolitano, vorrei sapere in quali altri casi il ministro Orlando intenda procedere». «C’è una denuncia - aggiunge il vicepresidente del Senato - che raccoglie dichiarazioni fatte da Grillo e da alcuni esponenti 5 Stelle che hanno gravemente offeso l’onore e il prestigio del Presidente delle Repubblica. Gli epiteti proferiti dai grillini hanno una particolare carica offensiva, in netta violazione dell’articolo 278 del codice penale. Vorrei sapere come Orlando intenda muoversi». Una settimana fa il Tribunale di Roma ha condannato Storace in primo grado a 5 mesi (pena sospesa) per l’«indegno» che pronunciò riferendosi a Napolitano nel 2007. A quell’incidente seguì un chiarimento che però non ha arrestato il procedimento avviato istantaneamente dall’allora Guardasigilli Clemente Mastella. Da allora, in pratica, nessun ministro della Giustizia ha più preso iniziative in questo senso, nonostante dal M5S siano stati proferiti insulti di ogni sorta verso il Capo dello Stato. Dal «morfeo» di Beppe Grillo al «boia» del deputato Giorgio Sorial per arrivare a Carlo Sibilia, fresco di nomina nel direttorio del M5S, che in un tweet accostò Napolitano ai boss mafiosi.

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