Dice il premier: «Credo che oggi qui ci sia un messaggio di speranza da dare: che le idee possono smettere di essere sogni e diventare realtà - ha detto Renzi in mattinata a Catania - credo che il luogo, la residenza di questa sfida, sia in questo palazzo. Naturalmente dobbiamo fare di più, dobbiamo far meglio tutti. Però intanto io vorrei dire che anche questo è Sud e non è soltanto un racconto negativo quello che viene fuori. Se riparte il sud riparte l’Italia. Questa è la priorità». Dopo, il presidente del Consiglio è andato a Palazzo degli Elefanti, sede del Comune. Al suo ingresso è stato contestato da alcune decine di manifestanti che hanno urlato "vergogna" e sparato alcuni fumogeni. «Si stancheranno prima loro di noi. Non ci stanchiamo di stare in mezzo alle comunità locali», ha commentato. Poi ha aggiunto: «C’è un clima in cui tutto viene letto in una chiave negativa. Ad esempio sul lavoro: stanno crescendo i posti di lavoro eppure anche i dati di oggi dicono che la disoccupazione è ai dati storici. Ed è giusto perché c’è un sacco di gente che si iscrive alle liste di collocamento. Ma da febbraio a oggi i posti di lavoro sono aumentati di 100mila». Il premier ha invitato a leggere in positivo la realtà: «Non siamo chiamati solo a piangere e a lamentarci, ma ognuno nel suo piccolo deve tentare di dire coraggio Italia, ce la facciamo». «Se il Sud riparte, noi ripartiamo. Il Sud al momento dell’unificazione era più forte del Nord», e se oggi fa fatica «è per ragioni storiche, figlie di scelte sbagliate che possono essere cambiate». «Una parte d’Italia corre più della Germania e un’altra parte per mille motivi non riesce a mostrare tutta la creatività di cui è capace», ha sottolineato Renzi. Dopo la Sicilia, Renzi si è spostato in Calabria: a Reggio, davanti allo stabilimento AnsaldoBreda, è stato accolto da un gruppo di manifestanti. Il gruppo ha tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine per poter parlare con il premier. I manifestanti «volevano informarlo dell’estremo disagio che vivono le loro famiglie a causa della precarietà del loro lavoro». Il tentativo è stato sedato dalla Polizia e dai carabinieri. I manifestanti hanno chiesto di essere ricevuti da Renzi. «Questo paese lo cambiamo, con sudore e fatica e con l’aiuto di tutti voi», ha detto Renzi, prendendo brevemente la parola tra le contestazioni. Accolto dal neo governatore Mario Oliverio e da Giuseppe Falcomatà, si è rivolto al sindaco della città assicurando: «Questa tua fascia è pesante. Noi non ti lasceremo solo, insieme alla tua giunta faremo di tutto perché Reggio Calabria torni ad essere Reggio Calabria e non un problema». Infine tappa in Irpinia, stavolta senza contestazioni.
Contestazioni per Renzi anche nel tour al Sud
Fischi per il premier in Sicilia, Calabria e Campania