Politica

Iva Zanicchi: «Per Silvio è l’ora di lasciare. Ormai FI è un covo di vipere»

Sorprende il fatto che sia rimasto a casa un popolo da una fortissima tradizione politica. «Gli emiliano-romagnoli sono molto focosi. Sono stati prima tutti fascisti, e poi tutti comunisti. Va da sé che io, bastian contrario, sono cresciuta fortemente anti comunista. Che io ricordi non c’è mai stato un tasso di astensionismo come quello di domenica, che è comunque un messaggio forte. Fa capire lo scontento degli elettori. È il fallimento totale della politica, la gente non ne può più delle parole». Sta cominciando a tramontare il sogno renziano? «Io in Renzi speravo, invece ha deluso profondamente. Un mare di "farò", di promesse, e poi non ha fatto niente». In Italia la crisi non accenna a passare, e gli indicatori sono tutti negativi, Pil, occupazione... «È vero. Ma a parte il problema dei soldi, che sono pochi, c’è quello della sicurezza. Faccio un esempio. L’altra sera rientravo a Milano, alla Stazione Centrale, dove c’è di tutto e di più. Un degrado inaccettabile, chi cerca droga, chi ti segue. C’è da avere paura. Il nodo è anche e soprattutto l’immigrazione senza controllo. Ben vengano gli immigrati se lavorano, ma qui pensano che l’Italia sia il bengodi, un Paese senza regole. E noi diamo loro tutto, dagli alloggi alla possibilità di telefonare a casa, mentre gli italiani non hanno più niente». Per questo, quindi, la Lega Nord miete consensi «I leghisti sanno stare sul territorio. Non solo durante la campagna elettorale, ma anche negli altri momenti. Basta fare un giro nel mercato di una grande città del Nord. Uno li trova sempre, con un banchetto, una bandiera, o i volantini. Salvini, poi, è capace di andare in Tv e dire le cose che la gente si aspetta da un politico. Cioè che l’Italia non può essere il Paese della cuccagna». La Lega Nord, nella regione, ha più che doppiato Forza Italia, che ha avuto un risultato molto deludente, fermandosi all’8,3%. Il movimento di Berlusconi come può uscire da questa crisi? «Conosco bene sia Berlusconi che Forza Italia, avendo alle spalle anni di militanza ed esperienza da europarlamentare. Ultimamente, non lo nego, ho maturato un po’ di delusione. Non spetta a me dare un consiglio a Berlusconi. Tuttavia, nonostante lui mostri una gran voglia di continuare, sono convinta che dentro di sé sia stanco. Perciò credo che per lui sia arrivato il momento giusto per abbandonare la politica. Io in lui e nel suo progetto politico ho creduto fermamente. Ma Forza Italia è un covo di vipere. È partita come un grande fiume, tipo il Po, e ora ha disperso la sua potenza in mille rivoli, perchè ognuno fa quello che vuole». Altro punto critico, il patto del Nazareno. «Certo. In questo abbraccio con Renzi, non si è capito quale sia la linea che Forza Italia vuol tenere. Lasci andare il premier, faccia un’opposizione seria, e valuti comunque i provvedimenti del governo che eventualmente ritiene validi». Nel dopo–elezioni, serpeggia già una corrente di pensiero che vuole Salvini leader del centrodestra. «Salvini è l’uomo dei miracoli: la Lega era morta e lui l’ha resuscitata. Però dire che può fare il leader del centrodestra mi pare un po’ troppo. Per quel ruolo, serve molto di più. Una figura come quella di Berlusconi nel ‘94, che sappia parlare davvero al cuore della gente». Ora si parla di una grande opera di rinnovamento in Forza Italia, promossa e messa in campo dallo stesso Berlusconi. «Nel partito ci sono molti giovani in gamba, laureati, preparati. Ma credo sia un po’ pochino fare un Festival di Castrocaro in Forza Italia. Perché poi fare politica non è come andare a Sanremo».

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