Politica

Un’opera senza precedenti

di Francesco Aracri, ex assessore ai Trasporti

Ho sempre creduto alla necessità della linea C della metropolitana di Roma. Ci ho creduto da quando, assessore ai Trasporti e ai Lavori pubblici della Regione Lazio, ormai quasi quindici anni fa, valutavo le statistiche impietose nei confronti del ritardo dei trasporti pubblici della Capitale rispetto a quelli del resto d’Europa. Si parlava di metropolitane già negli anni Ottanta ma nessuna amministrazione e nessun governo aveva immaginato concretamente la loro realizzazione. Nel 2000 io e il governatore Storace andammo dall’allora premier Berlusconi per chiedergli di inserire il progetto nella legge obiettivo che avrebbe consentito, se non il finanziamento, una corsia preferenziale per gli adempimenti burocratici e anche la garanzia per la copertura finanziaria dell’opera. Adesso siamo di fronte a un’altra storia. Ci sono difficoltà ed errori sia nella gestione sia nella progettazione. Ma non dobbiamo sbagliare obiettivo. La metro C non si discute. È necessaria per la Capitale e va costruita velocemente, secondo le regole, controllando i costi. La metro C alleggerirebbe, almeno in parte, il traffico di Roma perché molti cittadini potrebbero smettere di usare l’automobile. Di conseguenza scenderebbero i livelli di smog che negli ultimi tempi hanno costretto il Campidoglio a stabilire sempre più frequenti blocchi del traffico. Insomma, darebbe avvio a un circolo virtuoso, su cui, credo, nessuno può essere in disaccordo. Lo stesso cambiamento che avevamo immaginato nel 2000. Lo so che le cose che dico appariranno scontate ma in questo Paese le banalità diventano spesso delle rivelazioni.

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