«Spero che il governo utilizzi questa situazione al meglio, per fare un po’ di piazza pulita e modificare la governance di questa azienda». Il consigliere dimissionario della Rai, Luisa Todini, va all’attacco dopo le voci di un piano del governo per ridisegnare la tv pubblica. la Rai, dice, deve diventare «un'azienda che risponda alla politica ma non ai partiti, vuol dire rispondere al pluralismo». Ma la Todini prende di petto anche i consiglieri: «Hanno poteri di veto enormi. È una cosa orripilante». Quanto ai giornalisti «amano stare seduti sulla propria sedia a esercitare potere». Poi spiega che i ricorsi da parte del cda sui tagli del governo «è un voto contro il governo». «Oggi Renzi rappresenta il governo che fa», ha aggiunto, «annuncia molto, ma fa». «È stato un voto - ha affermato Todini - contro il decisionismo del governo». A stretto giro arriva la replica dell’Usigrai. «Todini ha usato lo spazio della tv che fino a pochi giorni fa amministrava, per gettare fango sulla Rai e sui suoi dipendenti». Per il sindacato, ora «è ancora più chiaro perchè è urgente cambiare i criteri di nomina del cda: dove è indispensabile avere amministratori autonomi e indipendenti, e non come ha rivendicato Todini, indicata da Confindustria e votata dalla politica Pdl-Lega Nord». Contro la Todini interviene anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. «Questo modo di sparare nel mucchio è inaccettabile e non degno di una persone con l'esperienza politica che ha lei». Poi in modo provocatorio Iacopino chiede «perchè la Todini che è statanel cda della Rai, non ha provato a fare qualcosa? Insultare tutti senza fare nomi è troppo comodo». A Todini, ricorda il presidente, sono stati assegnati «incarici importanti» ma «non credo per aver vinto un concorso». «Che cosa ha fatto Todini per evitare la strumentalizzazione e la speculazione del dolore, nelle trasmissioni di intrattenimento» della Rai, chiede Iacopino. Sul caso interviene Gasparri di Forza Italia, sempre molto attento sulle problematiche della Rai. «La Todini è simpatica in questa sua attività di contestazione della politica ottenendo però nomine dalla politica. Se uno è così contestatore dovrebbe chiamarsi fuori, lo dico senza acredine perché l'ho conosciuta anni fa da parlamentare del centrodestra e imprenditrice». Gasparri poi sottolinea che «la Todini è stata nominata presidente di Poste dal governo guidato da un segretario di partito che si chiama Matteo Renzi. Lei sa come sono andate le cose, non mi pare ci fosse un concorso per le Poste. Così come non c'è nulla di male farsi eleggere dai parlamentari al Cda Rai, è una procedura prevista dalla legge. Io stesso l'ho votata, come gli altri parlamentari nell'esercizio di competenze previste dalla legge». Gasparri aggiunge: «Ora la Todini si è dimessa dal Cda dopo che sette persone su nove di estrazione e cultura diverse, dimostrando autonomia, hanno votato contro uno scippo di 150 milioni alla Rai con modalità illegali. La Todini ha deciso secondo i desiderata del governo». Per il coordinatore di Sel e membro della Commissione Parlamentare di Vigilanza, Nicola Fratoianni, «le parole di Luisa Todini rendono quanto mai evidente la necessità di arrivare al più presto ad un cambio nella governance della Rai. Che una consigliera di amministrazione trovi scandaloso un voto del Cda in difformità con la direzione di un governo dimostra in modo lampante che troppe volte si confonde il senso delle parole servizio pubblico».
Todini: «È ora di fare pulizia in Rai»
Il consigliere dimissionario attacca: «Il governo modifichi la governance dell’azienda»
