Politica

La spirale di violenza si spezza con le denunce

ROMA Lividi o persecuzioni, ma anche parole pesanti come pietre. Chi ha paura e sta da sola, non ce la farà. Ma le donne che trovano il coraggio di opporsi alle violenze subite devono fare una sola,...

ROMA Lividi o persecuzioni, ma anche parole pesanti come pietre. Chi ha paura e sta da sola, non ce la farà. Ma le donne che trovano il coraggio di opporsi alle violenze subite devono fare una sola, grande cosa che può dire salvezza: «Spezzare la catena dei ricatti psicologici, andare negli uffici di Polizia o nei centri antiviolenza, e denunciare le violenze». Lo dice Maria Carla Bocchino, direttore della Divisione analisi del Servizio centrale operativo della Polizia in vista della Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne di domani. «Noi - spiega - lavoriamo su tutto ciò che non si vede. Per far emergere violenze e aiutare le vittime a uscire dal vortice». C'è un'altra vita dopo le violenze e bisogna prendersela, perché «si può sempre cambiare. Anche gli stalker, se aiutati e seguiti con percorsi precisi, possono cambiare». «Domani - spiega Bocchino - in tutta Italia la Polizia comunicherà e farà conoscere in dettaglio, nel corso di appuntamenti pubblici, convegni e iniziative di comunicazione tutti gli strumenti a cui far ricorso per prevenire e contrastare la violenza sulle donne. Racconteremo ai cittadini il nostro lavoro di rete con tutti i partner per salvare tante persone, facendo uscire dal silenzio il loro dramma». Le 18 Questure organizzeranno un convegno, sul tema «La Polizia a difesa delle donne», che vedrà coinvolti soggetti di rilievo e figure professionali impegnate nella tutela, protezione e sostegno alla vittima, in collaborazione con le associazioni Di.R.E., U.D.I. e Telefono Rosa.

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