La «rossa» Emilia non crede più nel Partito Democratico. Anche se forse sarebbe meglio dire non crede più nella politica. I dati sull’affluenza alle elezioni regionali, infatti, segnalano una vera e propria «debacle» della presenza alle urne: poco meno del 38% degli aventi diritto. Un autentico crollo se si considera che, solo pochi mesi fa, alle Europee di maggio si era presentato alle urne il 70% del corpo elettorale. In quel caso, come ieri, si votava in una sola giornata. Ma il dato resta eclatante anche se lo si paragona a quello delle ultime Regionali, nel 2010, quando si votava anche il lunedì mattina e alle 19 della domenica si era già recato ai seggi oltre il 40% degli elettori. Nonostante il trionfo indiscusso del partito dell'astensione e nonostante anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'ex governatore Vasco Errani (condannato in appello per falso ideologico) e buona parte del consiglio regionale (l’inchiesta sulle spese pazze, ennesimo scandalo a base di vibratori, viaggi, bottiglie di vino e quant’altro a spese dei contribuenti), Stefano Bonaccini, candidato del Pd e dell'interno centrosinistra, è il nuovo governatore. Eeletto con il 49,05% dei voti. Ma a far notizia è soprattutto il dato del secondo classificato: il leghista Alan Fabbri. Il Carroccio, infatti, puntava molto sul risultato dell'Emilia Romagna per rilanciarsi a livello nazionale. E si può dire che Matteo Salvini ha vinto la sua sfida. Non solo, infatti, Fabbri è arrivato secondo con il 29,855 ma la Lega fa il pieno di consensi e arriva fino a sfiorare il 20% (19,42%) proponendosi come unica opposizione al Pd. Sia Forza Italia (8,36%) che Fratelli d'Italia (1,9%) e Ncd (2,3%) sono ormai crollati a percentuali da prefisso telefonico. Reggono i grilli che, nonostante la «latitanza» di Grillo che non ha praticamente partecipato alla corsa al voto proprio nella regione in cui il suo MoVimento 5 Stelle aveva conosciuto i picchi più importanti, raggiungono il 13,3% con Giulia Gibertoni. E nonostante Matteo Renzi gioisca per la vittoria, a preoccupare è il dato ioncrebile dell'astensione. Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto. 4 regioni su 4 strappate alla dx in 9 mesi. Lega asfalta forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%. — Matteo Renzi (@matteorenzi) 24 Novembre 2014 Il premier non potrà non interrogarsi sui motivi di tanta disaffezione in una regione in cui il Pd ha sempre governato. E l'impressione è che la minoranza del partito non lascera cadere la cosa nel silenzio. Non a caso, quando erano stati diffusi solo i dati dell’affluenza a mezzogiorno (poco oltre il 10%), era già partito il tiro al piccione nei confronti del premier da parte di Pippo Civati che aveva parlato di «numeri disarmanti. Da domani forse sarà più chiaro che la governabilità come unica stella - senza rappresentanza - è non solo un problema, ma un vero e proprio pericolo. Avrà perso la democrazia, se andiamo avanti così».
Emilia Romagna, Bonaccini (Pd) vittoria a metà
Il centrosinistra si conferma alla guida della Regione, ma l'astensione è record. Cresce la Lega che diventa la seconda forza con il 19,4%
