Così parlò il sindaco: «Fuori i rom dai campi-ghetto» e dunque diamogli delle case vere affinché possano integrarsi meglio. Marino naturalmente si riferiva ai rom «buoni» quelli che vogliono lavorare onestamente e non vivono nell’illegalità. Va registrato un assordante silenzio da parte della sinistra «distratta» probabilmente da altre faccende. Invece la proposta del sindaco ha suscitato un coro di buuu nell’opposizione. Tuona Fabrizio Santori, consigliere della Regione Lazio: «I Caminanti devono camminare. Non devono essere i romani a cambiare casa né altri cittadini a marcire per decenni nelle graduatorie delle case popolari». E Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi-An in Campidoglio. sottolinea invece che «Marino con la proposta di dare le case ai rom innesca un'altra bomba social e dopo aver lasciato che le periferie romane esplodessero come bubboni». Sulla stessa linea d’onda Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fdi-An: «Superare il sistema dei campi rom assegnando una casa ai nomadi è l'ultima scempiaggine del sindaco. Non possiamo permettere che la nostra città rimanga un minuto in più nelle mani di questo sindaco. Case ai rom? A casa Marino». Un’idea semplicemente delirante: lo afferma Sveva Belviso di l’Altra destra: «Una grande mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini romani. Ci sono migliaia di famiglie in attesa da anni di una risposta da parte dall’amministrazione che non riesce a fare un piano per sottrarre le case popolari alla criminalità organizzata dei movimenti in lotta».
Tutti contro la folle idea del Comune
Così parlò il sindaco: «Fuori i rom dai campi-ghetto» e dunque diamogli delle case vere affinché possano integrarsi meglio.