Politica

Fitto «anticipa» Berlusconi Forza Italia divisa sulla casa

Evento anti-tasse giovedì. Nel week-end il «no tax day» di FI

C’è la Forza Italia di Silvio Berlusconi che manifesta contro l’eccessiva pressione fiscale e la tassa sulla casa. E poi c’è l’altra Forza Italia, quella di Raffaele Fitto, che fa il controcanto, manifestando anch’essa contro i balzelli imposti da Unione europea e governo e contro la legge di Stabilità. L’appuntamento per la convention organizzata dall’europarlamentare di centrodestra più votato alle ultime europee - e secondo più votato in assoluto, battuto solo dalla Dem Simona Bonafè - è per giovedì 27 novembre alle 15.30 al Tempio di Adriano, a Roma. La data scelta non è casuale: il 27 novembre - dopo che la Camera avrà dato il via libera, previsto per mercoledì 26, al Jobs Act - approderà nell’Aula di Montecitorio la legge di Stabilità. Dopo il workshop contro le «gabbie dell’austerità in Europa», Raffaele Fitto lancia così un’iniziativa contro le tasse del governo Renzi. Si tratta di un convegno-dibattito dal titolo «Per l’alternativa», dedicato al «mondo produttivo, l’emergenza-tasse e la legge di Stabilità», organizzato dall’eurodeputato pugliese appunto il 27 novembre. Giusto quattro giorni dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria di domani, e quarantotto ore prima del «no tax day», la mobilitazione nazionale promossa da Silvio Berlusconi il 29 e 30 di questo mese su tutto il territorio nazionale per denunciare l’oppressione fiscale dell’esecutivo guidato dal segretario del Partito democratico, soprattutto sulla casa. «Sarà l’occasione, anche confrontandoci con le domande e le attese di autorevolissimi rappresentanti del mondo produttivo - scrive l’ex ministro nell’invito - per rendere chiaro l’obiettivo politico di rivitalizzare il centrodestra, individuando come priorità obiettivi di crescita economica, di vera attenzione alle imprese, di riduzione di spesa e tasse, sfidando la sinistra italiana sul terreno delle riforme e della modernizzazione». Gli oratori della tavola rotonda fittiana sono: Mariano Bella, direttore del Centro studi Confcommercio; Lisa Ferrarini, vicepresidente Confindustria; Cesare Fumagalli, segretario generale Confartigianato; Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia. Tra Fitto e il Cav non c’è un accordo sulla gestione del partito, solo una tregua armata che dura dall’ultimo Comitato di presidenza forzista focalizzato sul Patto del Nazareno, dove tra i due scoppiò la pace dopo mesi di forte tensione. Da allora la «rifondazione azzurra» promessa dall’ex premier - fanno notare alcuni fedelissimi dell’ex governatore pugliese - non è mai stata realizzata. E il timore è che alle parole non seguano i fatti e tutto resti così com’è. Il pranzo previsto giovedì scorso a Palazzo Grazioli tra il leader azzurro e Fitto proprio per iniziare a parlare della ricostruzione del partito, è stato rinviato a data da destinarsi. Per questo l’eurodeputato continua a promuovere iniziative e convegni per tenere sempre alta l’attenzione. Lesito del voto in Emilia Romagna e Calabria, dove i pronostici non sono affatto rosei per Forza Italia e il centrodestra in generale, potrebbe essere il pretesto per nuove fibrillazioni tra le correnti interne. Tant’è che c’è già chi parla di possibile resa dei conti, con il riemergere di vecchi rancori. Che la situazione resti tesa lo dimostra una dichiarazione di Simone Furlan, leader dell’Esercito di Silvio e membro dell’Ufficio di Presidenza di FI. «In una fase in cui il governo manifesta evidenti debolezze riformiste - spiega - ritengo sia opportuno serrare i ranghi e trovare punti di equilibro per un nuovo progetto unitario che coinvolga tutte le forze popolari di centrodestra, richiamando quei valori liberali in grado di rilanciare la forza del Paese. Valori i quali - precisa - solo Silvio Berlusconi sarebbe tuttavia in grado di affermare nuovamente, all’interno di un programma collettivo e condiviso, ma fondato sui principi che nel ’94, dietro il vessillo azzurro, diedero vita alla nascita della Seconda Repubblica». A creare tensione c’è poi il rapporto tra Renzi e il Cav. Renato Brunetta e Il Mattinale tornano a lanciare l’allarme: «Renzi - è il senso del ragionamento - sta snaturando l’Italicum e il Patto del Nazareno per portarci a votare in primavera. Meglio andare alle urne con il Consultellum per una legislatura costituente».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.