Politica

Jobs Act, arriva l'emendamento del governo

Reintegro previsto solo per alcuni licenziamenti disciplinari. Alfano e Sacconi: "Ci siamo". L'obiettivo è approdare in Aula il 21 con il voto finale il 26. La minoranza dem contro il provvedimento

Il Jobs Act arriva in commissione Lavoro alla Camera con un emendamento del governo. Per i licenziamenti economici sarà escluso il reintegro (ed è previsto un «indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità»). Il reintegro è limitato ai casi di licenziamenti discriminatori e nulli e ad una alcune «fattispecie di licenziamenti disciplinari ingiustificati». Il testo, primo firmatario Gnecchi del Pd, sottolinea che vanno previsti anche «termini certi per l'impugnazione del licenziamento». Le reazioni della minoranza dem. Stefano Fassina, uno dei leader della minoranza Dem, dichiara di essere incerto. «Prima di dare una risposta chiara, voglio leggere i testi perché sento racconti di segno opposto». «L'accordo all'interno del Pd non ha ancora prodotto un emendamento, né del governo né del relatore. Stiamo discutendo da giorni di un accordo i cui contenuti sono ignoti. Quando il governo o il relatore metteranno sul tavolo gli emendamenti, valuteremo il livello di coerenza con i punti che abbiamo sostenuto in questi mesi. Se non bastano, facciamo altri emendamenti: alcuni li abbiamo già presentati, dall'articolo 18, ai voucher. Valuteremo in che misura portarli avanti- conclude- sulla base degli emendamenti del governo e del relatore». Pippo civati è ancora più duro e dichiara che voterà contro la legge sul lavoro. La mediazione che stanno trovando è una montagna che partorisce nemmeno un topolino, un mostriciattolo, non so come sia possibile», conferma quindi Civati soffermandosi, con i cronisti, sulla riforma del lavoro. Alfano e Sacconi: "Ci siamo". "La determinazione del governo e del presidente del Consiglio ad andare avanti e' assolutamente ferrea". Pier Carlo Padoan fissa i paletti per Palazzo Chigi sul Jobs Act e dalla maggioranza è Angelino Alfano a segnalare che "siamo vicinissimi a un accordo con il Pd sul lavoro". Dopo un confronto, a tratti anche aspro, nella maggioranza, con l'Ncd a denunciare l'accordo trovato nel Pd, sembra avviarsi a conclusione positiva la gestazione della riforma del mercato del lavoro. Cosi', ecco il leader Ncd a spiegare di aver sentito telefonicamente, nella notte, Maurizio Sacconi e a dirsi fiducioso "che ci siamo". «Siamo soddisfatti - fa sapere Sacconi. Il governo ha indicato correttamente la formulazione concordata che esplicitamente individua nell'indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio «la sanzione ordinaria del licenziamento illegittimo tanto economico quanto disciplinare, con la sola eccezione per quest'ultimo di specifiche fattispecie. Vi è l'intesa che dovranno essere disegnate in modo così circoscritto e certo da non consentire discrezionalità alcuna al magistrato, in modo che i datori di lavoro abbiano quella prevedibilità dell'applicazione della norma che li può incoraggiare a utilizzare i contratti a tempo indeterminato. Ora dobbiamo fare presto». La questione di fiducia. Resta l'eventuale tema della fiducia sul jobs act, e qui è Giuliano Poletti a ricordare che "come abbiamo sempre ribadito, è legato ai tempi di approvazione" del provvedimento stesso. "Il calendario dei lavori della Camera - ha ricordato il ministro - prevede che il 26 novembre si concluda la discussione. Se le modalita', i tempi di lavoro, il numero degli emendamenti, le tecniche parlamentari porranno il problema di come chiudere il 26, a quel punto si valuteranno le cose da fare, ma per noi - ha ribadito - l'elemento fondamentale e' far partire, all'inizio dell'anno, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, in modo che possano essere utilizzate le risorse messe nella legge di Stabilita', destinate a fare in modo - conclude Poletti - che in Italia cresca il numero dei contratti a tempo indeterminato".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.