«Non parteciperemo alla Direzione nazionale». Così ilgruppo di minoranza del Pd che fa capo a Giuseppe Civati, una ventina di esponenti Democratici, ha comunicato ieri la sua assenza alla riunione che si è tenuta in serata. «I nostri delegati, circa una ventina - si legge nella nota di Paolo Cosseddu, braccio destro di Civati - saranno quasi tutti assenti, giustificati dallo scarso preavviso della convocazione. Più volte abbiamo contestato questo metodo, facendo notare come una convocazione improvvisa renda impossibile la partecipazione a chi non si trova già a Roma e non fa il parlamentare. Come al solito, inoltre, non ci è pervenuto alcun testo da valutare per preparare la riunione, è tutto nella testa di Renzi al quale facciamo tanti auguri per gli incontri, sicuramente molto più approfonditi, che dedica a Berlusconi e Verdini». «In nostra rappresentanza - continua Cosseddu - faranno presenza, senza partecipare al voto della Direzione, Rita Castellani per consegnare un dossier sulla situazione delle acciaierie di Terni, e Maria Carla Rocca in qualità di sindaco preoccupato dall’effetto delle riforme sulle amministrazioni locali. Civati stesso, annullando un incontro fissato a Bruxelles, sarà presente per ascoltare il segretario, in segno di rispetto, nemmeno lui però parteciperà al voto». Lo stesso Civati ha risposto personalmente alle polemiche scaturite dalla scelta: «Renzi diserta Direzione Nazionale Pd: "Convocata all'ultimo momento". Così diceva Matteo, prima, quando non era segretario, quando era minoranza (e così ci regoliamo noi)» ha scritto sul suo blog. Di diverso parere l’altra ala della minoranza, quella che fa capo a Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, che ha deciso di essere presente alla Direzione nazionale ma nel pomeriggio si era già espressa contro l’ipotesi dei capilista bloccati nell’Italicum. Anche loro non erano intenzionati a votare.
E la minoranza Pd non va in Direzione
Civati: convocata troppo tardi
