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È la guerra dei Savoia Amedeo attacca Filiberto «Pensi a ballare in tv»

«Le critiche per il corteo pro monarchia? Emanuele parla di cose che non conosce»

Sabato scorso a Roma sono tornate a sventolare le bandiere monarchiche. La manifestazione con la quale l’Umi ha chiesto l’abrogazione dell’articolo 139 della Carta - che prevede che «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale» - ha scatenato polemiche e ha riacceso lo scontro tra i due rami di Casa Savoia. E se per Emanuele Filiberto si è trattato di un «corteo ridicolo», a replicare interviene il Duca Amedeo d’Aosta, che per l’Umi è l’unico erede al trono d’Italia: «Il giovane Emanuele Filibero pensi a cantare e a ballare e non parli di cose che non sa».

Duca Amedeo, quelle bandiere in piazza Santi Apostoli non le sono sembrate anacronistiche?

«Ma no, io credo sia stata una bellissima iniziativa. L’Unione Monarchica Italiana è stata voluta dal Re quando questi lasciò l’Italia, quindi ha una continuità molto importante con la Monarchia "ante 2 giugno". E non è un’associazione politica, perché è al di sopra e al di fuori della politica. Infatti al suo interno ci sono persone che vengono dai più disparati partiti, credo nessuno escluso».

Appunto. Per Emanuele Filiberto un’associazione che si richiama alla Monarchia dovrebbe evitare di fare politica con una manifestazione.

«Mi sembra curiosa questa sua affermazione, perché lo stesso principio dovrebbe valere anche per i membri di Casa Savoia. Invece lui qualche anno fa si è candidato alle elezioni (alle Europee del 2009 nelle liste Udc, ndr). È una grossa contraddizione da parte sua».

Crede anche lei che l’Art. 139 vada cancellato?

«Non sarebbe mai dovuto essere scritto. Quando successe forse c’era la paura di un ritorno della Monarchia, ma oggi è anacronistico. Non è una norma molto democratica. In Brasile, ad esempio, è stata data ai cittadini l’opportunità di scegliere».

Ma perché la Monarchia sarebbe meglio della Repubblica?

«Perché sarebbe un ottimo collante soprattutto per le minoranze, etniche e linguistiche. E poi basterebbe considerare che nell’Europa attuale sono più le monarchie che le repubbliche. Il Re è una persona che fin da bambino è educato a essere sopra le parti. Quando va a regnare non ha debiti con i partiti, mentre il presidente della Repubblica ha tutto un altro ruolo. Che la Monarchia garantisca più unità lo si è visto in Belgio, quando i cittadini negli anni ’50 scelsero questa forma istituzionale proprio perché temevano che il Paese potesse dividersi tra chi parlava francese, chi parlava il fiammingo e chi era di lingua tedesca».

Cosa risponde a chi sostiene che non è certo questa la priorità dell’Italia?

«Mi sembra che anche le altre priorità in realtà non lo siano, visto che si fa sempre poco o nulla. E comunque una cosa non esclude le altre».

Quante possibilità di tornare ha realmente la Monarchia?

«Di certo non tornerà domani mattina. Ma se la Repubblica continua su questa strada, diciamo che le chance della Monarchia aumentano... I problemi sorgono quando c’è una persona come il giovane Emanuele Filiberto che dice cose che non sono esatte. Dal momento che lui balla e canta molto bene, è anche arrivato secondo a un Festival di Sanremo, continui a fare quello e non si occupi di queste cose perché non se ne intende abbastanza».

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