Politica

Ddl stabilità PmItalia scrive al presidente Renzi

Prooposta una modifica sull'anticipo del tfr in busta paga per non gravare sulla piccola e micro impresa

Il vice Presidente di PmItalia Roberto Biscotto ha inoltrato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi avente per oggetto: Proposta modifiche art. 6 Ddl di Stabilità 2015.   Egregio Presidente Renzi, in merito all’anticipo del TFR in busta paga, previsto dall'art. 6 comma 5 del Ddl di stabilità 2015, nell’ottica di una sana ed efficace riprese delle Pmi, risulta doveroso, senza parsimonia del caso, ma in linea con il Suo operato proporLe la seguente modifica convinti come siamo che sia più efficace per la ripresa dei consumi ed al contempo non graverebbe sulle Pmi ed in particolare sulle micro imprese.   A nostro avviso il comma 5 dell’art. 6 Ddl di stabilità 2015 dovrebbe essere modificato nel seguente modo: “I lavoratori dipendenti dei datori di lavoro che non intendono corrispondere immediatamente con risorse proprie la quota maturata e maturanda di cui all’articolo 1, comma 756-bis, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono accedere ad un finanziamento assistito da garanzia rilasciata dal Fondo di cui al comma 7 e da garanzia dello Stato di ultima istanza. Il finanziamento è altresì assistito dal privilegio speciale di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 6. Al fine di accedere ai finanziamenti di cui al comma 5, i lavoratori dipendenti devono tempestivamente richiedere al datore di lavoro apposita certificazione del trattamento di fine rapporto maturato in relazione ai montanti retributivi dichiarati. Sulla base della documentazione rilasciata dal datore di lavoro, a sua volta certificata dall’INPS, il lavoratore dipendente può presentare richiesta di finanziamento presso una delle banche o intermediari finanziari che aderiscono all’apposito accordo-quadro da stipularsi tra i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana. Ai suddetti finanziamenti, assistiti dalle garanzie di cui al comma 7, non possono essere applicati tassi, comprensivi di ogni eventuale onere, superiori al tasso di rivalutazione della quota di trattamento di fine rapporto lavoro di cui all’articolo 2120 del codice civile. Al rimborso correlato al finanziamento effettuato dalle imprese non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 67 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267”.   Con questa modifica, il lavoratore potrebbe chiedere alla banca l’anticipo non solo della quota maturanda di TFR ma anche una parte di TFR già maturato e accantonato presso l’azienda e, grazie alla garanzia dello Stato, avrebbe così una maggiore disponibilità di accesso al credito. Le imprese, dal canto loro, verrebbero sollevate da un onere che graverebbe, e non poco, sulla loro già precaria situazione economica. Inoltre sarebbe opportuno, sempre nell’ottica di immettere più liquidità nel sistema e spingere quindi il Paese verso una vera ripresa dell'economia, che l’art. 6 del Ddl di Stabilità 2015 preveda un aiuto a tutti i contribuenti italiani, persone fisiche, esercenti attività d’impresa, arti e professioni che non hanno pendenze nei confronti dell’amministrazione finanziaria e che risultano iscritti nei sistemi di segnalazione creditizia (S.i.c.) senza segnalazioni di morosità, che vogliono accedere al microcredito per un importo massimo di euro 10.000. Ovviamente questi finanziamenti non devono essere assistiti da garanzie reali, devono essere accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di bilancio familiare, devono avere lo scopo di consentire l’inclusione sociale e finanziaria del beneficiario e devono essere concessi a condizioni più favorevoli di quelle prevalenti sul mercato. I suddetti finanziamenti dovrebbero essere assistiti dallo Stato grazie alla garanzia rilasciata dal Fondo interministeriale del 31 luglio 2014 (mutui prima casa).   Grato per la sua cortese attenzione e manifestando piena ed incondizionata disponibilità ad un eventuale confronto in via verbale porgo i miei più cordiali saluti, augurandoLe buon lavoro.

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