Caro direttore, ieri a Bologna mi sono spaventato. Se non avessi avuto la macchina a pochi metri, avrei finito la giornata in ospedale. Per fortuna anche l’autista ha mantenuto la calma. Siamo stati accerchiati, tre persone sono salite sull’auto, ci hanno sfondato i vetri. Ma quello che mi fa più male adesso non sono i balordi, comunque identificati e denunciati. Loro usano sassi e pugni perché non hanno idee. Mi fa male, invece, la Moretti (Pd), che dice che faccio la vittima. «È andato cercando un palcoscenico» ha dichiarato. Mi fa male Cicchitto (Ncd), che mi accusa di «protagonismo» e «demagogia». Ho sempre condannato ogni tipo di protesta violenta perché credo nel confronto tra le persone. È da molto tempo che mi occupo del tema dei rom. Ero a Bologna perché alcuni cittadini, esasperati, mi hanno chiesto di andare a vedere. Volevo farlo, prima dell’aggressione. So che anche a Roma c’è una situazione molto difficile, se i cittadini lo vorranno sono pronto a occuparmene. Non è possibile che gli italiani continuino a pagare. Cosa si può fare? Ho sempre condiviso il modello svizzero. Niente campi rom ma soltanto delle aree di transito in cui i nomadi possano sostare, pagando quello che devono, per una quindicina di giorni. Quelli poi che vogliono restare, devono assolvere a tutti i doveri degli altri residenti: pagare le tasse e i servizi che hanno a disposizione. Non possono essere sempre i Comuni, che peraltro non hanno fondi sufficienti per i residenti, a pagare elettricità e servizi per i campi rom. Proprio come succede a Bologna e a Roma. Diranno che è demagogia, ma per me è semplicemente la verità: se fossi premier i campi rom non esisterebbero. Proprio su questo tema l’Europa ci condanna, è vero. Ci rimbrotta perché sostiene che li trattiamo male. Anche per questo dobbiamo cambiare le politiche dell’Ue.
Visiterò i campi di Roma
di Matteo Salvini