Politica

Okkupazioni e scontri, illegalità antagonista

La mappa dei Movimenti

Occupazioni abusive di immobili e spazi pubblici, manifestazioni, proteste, blitz, scontri con le forze dell’ordine durante i cortei, muri della città imbrattati dalle scritte e caos. È il mondo degli antagonisti della Capitale che vivono in una sorta di mondo parallelo dove la contestazione al governo, di qualunque colore politico, è il dogma. A Roma l’universo antagonista gestisce un centinaio di occupazioni abusive di immobili, tra pubblico e privato. Tra queste ci sono anche le sedi storiche di alcuni centri sociali che tengono in ostaggio alcuni edifici ormai da decenni. Nel quartiere San Lorenzo, infatti, esistono numerosi luoghi dove hanno sede diversi collettivi della sinistra estremista. Una situazione di stallo e disagio sociale, dunque, che va avanti da anni e che sembra essere destinata a non terminare, almeno non nell’immediato. Della galassia antagonista fanno parte, però, non solo i centri sociali, ma anche i Movimenti per la casa, i collettivi studenteschi, gli anarchici, le associazioni antirazziste e i sindacati di base. Queste realtà, nel corso degli ultimi anni, a Roma si sono rese protagoniste degli scontri più duri con le forze dell’ordine durante manifestazioni di piazza. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello del 12 aprile scorso quando, durante la manifestazione organizzata dai Movimenti per il diritto all’abitare, è stata violentata e vandalizzata via Veneto, una delle strade della Capitale più note al mondo. Al termine di quella giornata il bilancio è stato di 22 feriti e 6 fermati. Inoltre, un peruviano di 45 anni ha perso la mano destra a causa dell’esplosione di un petardo. Tra i partecipanti, mascherati con cerate di colore blu e il volto coperto da maschere antigas, c'era anche Andrea Coltelli, un 20enne di Viareggio, ripreso dalle telecamere mentre ha tra le mani una bottiglia spezzata. Nei mesi precedenti, però, gli antagonisti hanno messo ancora a ferro e fuoco il centro della Capitale, il 19 e 31 ottobre 2013, con altri feriti, fermati e danni alla città. Il fine di queste frange estreme, quindi, è sempre la contestazione ovunque e comunque, schierandosi di volta in volta con i vari fronti di lotta, che vanno dai No Tav ai No Muos o all’opposizione cruenta alle politiche sociali del governo.

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