Una segnalazione anonima arrivata in redazione. Poi un’altra e un’altra ancora. Una delazione sindacale in piena regola. C’è un nome che per correttezza al momento non riportiamo: «Si chiama (...). È lui l’operaio che ha colpito il povero Gianni Venturi della Fiom negli scontri a Roma». Sarà vero? Per capirlo siamo andati a rivedere al rallentatore il video scovato e pubblicato da Il Tempo tre giorni fa. Le immagini, riprese dall’alto, hanno fatto il giro della rete. È mercoledì 29, piazza dell’Indipendenza. I lavoratori dell’Ast di Terni, giunti a Roma per protestare sotto la sede dell’Ambasciata tedesca, improvvisano un corteo verso il ministero dello Sviluppo Economico. A via Curtatone vengono a contatto con la polizia. Sono momenti concitati. Venturi è in prima fila, dietro lo striscione. Ad un certo punto si vede chiaramente che un altro operaio allunga il braccio. Lo colpisce con un pugno? Lo spinge verso terra? Di certo c’è che Venturi cade. Le immagini girate immediatamente dopo, lo mostrano sdraiato con attorno i medici. È ferito alla nuca. Chi lo ha colpito invece corre dall’altra parte. Spintona altri operai. Viene a contatto con un poliziotto che, con una mano, gli toglie il caschetto. Lui se lo rimette e si dirige nelle retrovie. L’ultima immagine lo mostra mentre applaude ironicamente in direzione degli agenti. Ha una felpa nera, sulle spalle uno zainetto bianco. Le forze dell’ordine lo avrebbero già identificato. Qualcuno, probabilmente, lo ha riconosciuto. E leggendo gli articoli de Il Tempo ha deciso di scriverci. La domanda è d’obbligo: è veramente l’autore di quell’aggressione? Decidiamo di chiamare Venturi, la «vittima» del cazzotto. Il quale, a sorpresa, conferma. «Sì. Conosco benissimo (...) - ci dice da Bruxelles dove da ieri i lavoratori dell’Ast si trovano in presidio davanti al Parlamento europeo - è un grandissimo lavoratore delle officine meccaniche di Terni. Ed è un iscritto alla Fiom». Quindi è lui che l’ha colpita? «L’ho già scritto in una nota che ho inviato ad un quotidiano locale delle Marche oggi. Un quotidiano che ha dato la vostra stessa lettura dei fatti: non mi ha colpito». Ma quel braccio allungato verso di lei? Se non era un pugno era una spinta. «Non è così - prosegue - (...) mi stava sottraendo alla carica della polizia. Capisco che l’immagine, vista dall’alto, può dare un’altra impressione. Ma le assicuro, chi mi ha colpito non è sicuramente lui. Dobbiamo ridimensionare questo episodio. Tra l’altro, come mostra bene il video mandato in onda dalla trasmissione Gazebo domenica sera, la carica della polizia è stata ordinata ed è partita prima di qualsiasi contatto con i manifestanti. Ripeto, è un grande lavoratore, voleva proteggermi non colpirmi. La prospettiva errata vi ha tratto in inganno». Sarà, ma di certo c’è che, dopo quel braccio proteso verso Venturi, (...) non ha fatto altri gesti per cercare di rialzare il collega. Anzi, è partito di corsa in direzione opposta. Un comportamento curioso per chi voleva «proteggere» il delegato nazionale Fiom. Ma si sa, in certi momenti la concitazione ha la meglio sulla lucidità, e quindi sarebbe sbagliato interpretare un gesto in un modo piuttosto che in un altro. Anche per questo chiediamo a Venturi se ha un numero di telefono di (...). Vogliamo sentire la sua versione dei fatti. «Certo - risponde - un attimo che la situazione logistica non mi aiuta. Sicuramente ce l’ha un collega». In sottofondo si sentono le voci degli operai. Poi arriva il numero. Chiamiamo. Pochi squilli e l’operaio risponde. «Buonasera, qui è il quotidiano Il Tempo . Vorremmo chiederle una cosa». Qualche minuto di silenzio: «Dipende». «Senta ci dicono che lei sarebbe l’operaio che, nel video da noi pubblicato, colpisce Venturi. Qual è la sua versione?». Secca la risposta: «Mi scusi ma preferisco non parlare prima dell’incontro di domani (oggi ndr ) con i miei legali». «Quindi la polizia l’ha già convocata?» «Non parlo, grazie».
«Il sindacalista ferito? Per ora io non parlo»
Rintracciato l’«aggressore» di Venturi (Fiom)
