Nell’ultima fatica di Vespa («Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla terza repubblica sempre sul carro dei vincitori», in uscita da Mondadori Rai Eri giovedì prossimo), il Cavaliere attacca: «Mentre il premier annuncia un’inesistente riduzione delle tasse sulle famiglie, è in arrivo proprio sulle famiglie un nuovo aumento della pressione fiscale. Dal nostro ultimo governo - prosegue Berlusconi nel libro di Vespa - le tasse sulla casa sono aumentate di oltre venti miliardi di euro, sono aumentate quelle sul risparmio e sulla previdenza complementare. Inoltre, i tagli previsti da Regioni e Comuni causeranno ulteriori aumenti delle aliquote locali e tagli dei servizi. Nessuno ha invece pensato a mettere mano alle municipalizzate, forse perché sono macchine di consenso per il Pd pagate da tutti i cittadini. Sulle riforme, compresa quella dell’articolo 18 - conclude -, mi limito a ricordare che tra le promesse e la loro realizzazione pratica c’è ancora in mezzo un lungo cammino». Sempre restando alle questioni economiche, il leader di Forza Italia avverte: «Solo se si verificheranno tre condizioni l’Italia potrà restare nell’euro. Diversamente, sarà la realtà stessa della nostra economia che ci costringerà a riprenderci la nostra sovranità monetaria». Le tre condizioni necessarie - secondo Berlusconi - sono: «La Bce deve fare la banca centrale e garantire i debiti sovrani degli stati dell’euro, stampando moneta, se necessario; l’euro deve tornare alla parità col dollaro; la Bce deve immettere nell’economia ingenti quantità di liquidità come hanno fatto e fanno Stati Uniti, Giappone e Cina. Il nostro governo - secondo Berlusconi - deve assolutamente pretendere e ottenere un cambiamento della politica monetaria dell’Unione europea. E per convincere gli euro burocrati e la Merkel, queste richieste dovranno venire da tutti i paesi del Mediterraneo insieme. Solo così, ci potrà essere qualche speranza di ottenerle». Nel libro di Vespa, Berlusconi assicura che quando era al governo «non ha mai avviato alcuna trattativa per uscire dall’euro», al contrario di quanto fu pubblicato in libri e articoli della stampa internazionale. Intanto, a certificare il fatto che Berlusconi certamente non sta uscendo di scena, ci pensa Deborah Bergamini: «Il bipolarismo non è affatto finito. Semmai, per merito di Berlusconi e di Renzi, è diventato più civile, meno urlato, più europeo». La responsabile comunicazione del partito berlusconiano spiega poi che «la raffigurazione di Forza Italia rassegnata e chiusa in se stessa - prosegue la deputata - è lontana da ciò che vivo ogni giorno». «Forza Italia - spiega - è un movimento dinamico, che sta superando lo shock della vergognosa eliminazione politica per via giudiziaria del suo leader, che sta adattandosi alle profonde trasformazioni sociali in atto, che si sta riorganizzando per proporre un’alternativa seria al "renzismo" tanto esaltato dai media». A tutt’oggi, per Bergamini «non esiste centrodestra in Italia senza o contro Berlusconi e la sinistra di Renzi non occupa affatto lo spazio del centrodestra perché non basta litigare con la Camusso, bisogna offrire una proposta politica che Renzi non può offrire perchè non è nella sua storia e nel suo dna». «Berlusconi - conclude la deputata azzurra - continua ad essere, l’unico in grado di rappresentare un’Italia liberale, moderata e riformatrice».
«Dopo di me 20 miliardi di tasse sulla casa»
Berlusconi attacca Renzi: «Con lui paga soprattutto la classe media Ha fatto una patrimoniale nascosta e arriveranno altre imposte»
