L’hashtag #casaday non si rivela tra i più fortunati. In poche ore su twitter si è già scatenata l’ironia: «Ma ci sarà anche Raul con la marzurka di periferia?» chiede una internauta. «Vai col liscio!» commenta più lapidariamente un altro utente. Ma, al di là del piccolo incidente di comunicazione, l’iniziativa lanciata alcuni giorni fa dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha un merito indiscutibile: quello di aver fatto ritrovare a Forza Italia una compattezza che non si vedeva da mesi. Fa tutto parte della nuova linea lanciata da Berlusconi: basta con gli elogi al governo, è il momento di ricominciare a fare un po’ di opposizione come si deve. E il partito, come se non aspettasse altro che risvegliarsi da questo lungo torpore, ha risposto «presente» con una prontezza insperata. Il primo a farsi sentire era stato, come detto, Maurizio Gasparri, che lo scorso 16 ottobre annunciava su Twitter: «Oggi si paga la Tasi, @forza_italia avrebbe dovuto promuovere un #casaday». Ma la spinta propulsiva l’ha data l’infaticabile Renato Brunetta, che ieri ha rilanciato un vero e proprio dossier su quanto pesa nelle tasche degli italiani l’imposizione fiscale sulla prima casa. Suggerendo anche una strategia per tornare ai livelli dei governi Berlusconi. «Nel 2011 (governo Berlusconi, quindi prima casa esente) il gettito derivante dalla tassazione sugli immobili in Italia ammontava a 11 miliardi di euro, diventati 24 miliardi con l’Imu di Monti nel 2012 e in continuo aumento fino a 30 miliardi con l’Imu e la Tasi di Letta e di Renzi nel 2013 e nel 2014» scrive Brunetta. Che poi propone di recuperare il lavoro sulla spending review fatto dall’ormai ex commissario Carlo Cottarelli e non riproporre l’operazione «80 euro» di Renzi «che nessun effetto ha prodotto sui consumi in Italia, né sulla ripresa». In questo modo, si recupererebbero 20 miliardi di euro che permetterebbero il ritorno all’epoca «pre Imu». Agli apprezzamenti si sono aggiunti anche quelli di Raffaele Fitto e Daniele Capezzone, che nel corso dell’ultimo ufficio di presidenza avevano accusato il partito di non premere l’acceleratore sull’opposizione alle politiche fiscali del governo Renzi. «Da mesi propongo una mobilitazione in Parlamento e nel Paese contro la tassa sulla casa» ha detto Fitto, «registro positivamente il fatto che finalmente questa mia idea sia stata accolta. Ora lavoriamo davvero per questo obiettivo». Capezzone, invece, ha annunciato che ripresenterà in Parlamento i suoi emendamenti per l’abolizione della Tasi. Resta da vedere ora come si articolerà la mobilitazione. «Più che una singola manifestazione nazionale - ha spiegato Gasparri - stiamo pensado a una serie di eventi su tutto il territorio nazionale, magari anche con l’ausilio dei club, per sensibilizzare gli italiani e marcare la nostra differenza con il governo della sinistra». Si ipotizzano anche delle date, la più gettonata sarebbe il week end del 15-16 novembre. Di ogni dettaglio, in ogni caso, si dovrebbe parlare oggi in una riunione dei deputati azzurri con Giovanni Toti. L’idea è quella di far viaggiare la mobilitazione parallelamente alla presentazione di un emendamento per l’abolizione di ogni tassa sulla prima casa. E di sfruttarla anche come volano elettorale in vista delle Regionali in Calabria ed Emilia Romagna. Proprio la regione, quest’ultima, in cui ha più seguito il Casadei. Quello originale.
Il partito si sveglia e va in piazza. A metà novembre il #casaday
