Politica

Grillo nella bufera. E lancia la Guzzanti

Critiche dopo le frasi sulla «condotta morale» dell’organizzazione criminale. L’attrice attacca Napolitano: ha molte colpe e ha tramato contro Berlinguer

«La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima aveva una sua condotta morale». Ancora: «La mafia bisognerebbe quotarla in borsa». Le frasi di Beppe Grillo a Palermo fanno scoppiare la bufera. Parla di «affermazioni incredibili», di «uno schiaffo alla drammatica storia di questo Paese» l’europarlamentare del Pd Pina Picierno. Attacca il deputato del Pd Davide Faraone: «L’ex comico ha capito che il suo M5S non va più da nessuna parte, dopo aver buttato nel Wc (per usare un linguaggio a lui familiare) milioni di voti e la fiducia degli elettori». E insiste: «Altro che "condotta morale": per anni, e gli italiani lo ricordano bene, gli uomini di cosa nostra hanno lasciato dietro di sé una lunghissima scia di sangue. Pretendiamo rispetto per questo enorme sacrificio, non scherzi da irresponsabile». Per il governatore della Sicilia, Crocetta, «Grillo è un millantatore, un emerito ignorante, uno xenofobo, omofobo e filomafioso che cerca i voti di cosa nostra e che vuole consegnare la Sicilia ai vecchi gruppi di potere». I parlamentari 5 Stelle difendono il comico: «Tra una Leopolda e una manifestazione, tra un Jobs Act e un Def, tra una polemica a Beppe Grillo che parla di mafia e dei mafiosi veri che circolano in Parlamento, tra un palazzinaro e uno speculatore finanziario, tra una Barbara D’Urso e un selfie con la bocca a culo di gallina, domani il nostro amato presidente della Repubblica Giorgio Napolitano andrà a testimoniare sulla trattativa Stato-mafia alla presenza dell’avvocato di Totò Riina. No ma... niente di che, continuate a farvi bruciare il cervello dai media che parlano di espulsi del M5S e razzismo. Che paese il nostro...» scrive su Facebook Manlio Di Stefano. Gli fa eco Alessandro Di Battista: «La mafia si è trasformata negli ultimi 30 anni. Si è fatta finanza, istituzione, forza di governo, Parlamento. Solo gli ipocriti, i codardi e i collusi non lo ammettono. La mafia prima di venire contaminata dal Dio denaro non scioglieva bimbi nell’acido e non metteva bombe nei musei, queste le parole di Grillo tra l’altro, parole che sottoscrivo, che ha detto lui ma è come se avessi detto io. Oggi la mafia-finanziaria utilizza di meno la lupara. Ha i media a disposizione, li controlla». Dal canto suo, Grillo non si cura delle critiche e rilancia. Sul suo blog ha pubblicato un video di Sabina Guzzanti (per lanciare il suo film sulla «trattativa»). L’attrice non risparmia il Capo dello Stato: «Napolitano ha fatto un gesto gravissimo - dice - ovvero è intervenuto sulla cassazione e sul procuratore nazionale Grasso per aiutare Nicola Mancino, allora indagato e oggi imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Ma soprattutto - sostiene la Guzzanti - Napolitano c’entra con la trattativa da un punto di vista politico». Cosa è successo in questi anni? Si chiede la Guzzanti. Spiega: «Dopo 40 anni in cui c’era stata sempre al governo la Democrazia Cristiana, sempre la stessa classe dirigente al potere, finalmente, visto che cambiavano gli equilibri internazionali, c’erano stati gli scandali di Tangentopoli. C’era Falcone che aveva messo in ginocchio cosa nostra, l’opinione pubblica stava crescendo e la democrazia pure. Il paese sarebbe cambiato». E, invece, «cominciano le stragi e durante le stragi succede qualche cos’altro, che è questa trattativa a cui segue, forse, un patto politico». In quel momento, ricostruisce la Guzzanti, «la politica del centrodestra e del centrosinistra seguiranno lo stesso progetto, sulla giustizia, sull’informazione, sulla partecipazione, sulla scuola, sulle privatizzazioni». E ritira in ballo il presidente della Repubblica: «Nell’ambito di questo discorso politico Napolitano è sicuramente una figura in perfetta sintonia con questo progetto, è stato anzi uno dei precursori di questo progetto politico». Non c’è speranza. «L’Italia oggi è paralizzata, fallita dal punto di vista economico, gestita in modo criminale e da criminali in buona parte, azzerata dal punto di vista culturale. L’Italia da quel momento in poi ha avuto infatti una "cultura dominante" che coincide perfettamente con quella mafiosa». L’accusa rivolta a Napolitano è anche di aver tramato «alle spalle di Berlinguer affinché anche il Partito Comunista andasse nella direzione in cui poi in effetti andò». Infine, cattive notizie per il MoVimento arrivano dal Sud. A Reggio Calabria ha vinto le elezioni comunali il candidato del Pd Giuseppe Falcomatà. I 5 Stelle hanno ottenuto il 2,49%. È molto lontano quel 25,5 per cento conquistato alle ultime elezioni politiche.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.