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Silvio teme il voto e boccia l’Italicum di Renzi

Berlusconi vuole più tempo per trattare per evitare la finestra elettorale di marzo 2015

Silvio teme il voto e boccia l’Italicum di Renzi

Silvio Berlusconi entra a Palazzo Giustiniani

Da un lato la necessità di rassicurare il partito, dall’altro quella di non rompere con Matteo Renzi. È su questo filo sottile che si muove Silvio Berlusconi nei giorni in cui finalmente ha fatto ritorno a Roma e ha ricominciato a occuparsi più da vicino della sua Forza Italia.

L’ex premier affronta i senatori azzurri dopo l’intervista al Tg5 con la quale ha riportato l’asse della propria politica su una posizione di più netta opposizione al governo. E con i parlamentari azzurri prosegue sulla stessa falsariga. Critica le tasse della legge di Stabilità e si mostra freddo sulle modifiche che Renzi vorrebbe apportare all’Italicum. Ma è proprio sulla legge elettorale che si apre un piccolo giallo che racconta con precisione il momento di incertezza nel pianeta azzurro. Berlusconi fa capire ai senatori che preferirebbe un premio alla coalizione piuttosto che alla lista, i senatori riferiscono ai giornalisti che l’ex premier ha bollato come «pessima» l’ultima ipotesi avanzata da Renzi. Al Nazareno non risultava una posizioni più netta, e così dopo alcune ore da Forza Italia arriva una nota che smentisce la frase, confermando solo la necessità di concordare insieme tutte le ulteriori modifiche all’Italicum. Ed è proprio questa frase quella che racconta meglio le intenzioni di Berlusconi. L’ex premier vuole prendere tempo, portare alle lunghe la trattativa sulla legge elettorale e far chiudere la finestra del marzo 2015 per il ritorno alle urne.

Ai senatori, addirittura, arriva a garantire che non si voterà prima del 2018. E che sarà ancora lui il leader. «Uscirò di scena con una vittoria, non certo con una sconfitta» dice. Un modo per frenare le ambizioni di chi, all’interno del partito, vorrebbe sostituirlo. E magari anche un segnale mandato a coloro che temano voglia «chiudere» Forza Italia. «Pagherò tutti i debiti del partito - dice - vi sembra che voglia chiudere Forza Italia? Leggo sui giornali solo falsità».

Ai suoi, insomma, l’ex Cavaliere garantisce la permanenza in campo. E così «stronca» anche gli ipotetici leader di un centrodestra di domani. Alfano? «Tanto ci riprenderemo tutti i voti di Ncd». Salvini? «È in gamba, è un ragazzo sveglio, ma più di quello che sta facendo non può ottenere».

C’è tempo, infine, per un passaggio sulla Consulta. Berlusconi garantisce che entro la prossima settimana sarà pronto il nome su cui puntare per superare lo stallo. «Abbiamo tre profili validissimi - ha spiegato - e non saranno "calati dall’alto" come sento spesso dire». Le voci raccontano che la scelta cadrà su una donna, profilo tecnico. Scelta analoga dovrebbe essere presa da Renzi.

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