Che l’immigrazione clandestina possa diventare per l’Italia una catastrofe biblica, sembra essersene accorta soltanto l’Onu, non l’Europa della solidarietà a singhiozzo e degli egoismi nazionalistici che faticano a morire. Dall’1 novembre cesserà l’operazione Mare Nostrum voluta, finanziata e sopportata solo dall’Italia e dalle languenti casse nazionali, ma è una pia illusione credere che qualcosa cambierà e che il nostro Paese finalmente non sarà più solo nell’accogliere, assistere, sfamare, impiegare masse sempre più numerose e disperate di migranti. E sorprende l’ingenuo ottimismo del ministro Alfano nell’annunciare, dopo Frontex Plus, l’operazione Triton che dovrebbe risolvere tutti i problemi. A Triton parteciperanno 29 paesi, ma poche sono le notizie a riguardo. Quello che si sa è che l’iniziativa sarà finanziata dall’Unione europea con 2,9 milioni di euro al mese per tutto il 2014, cioè con una somma di circa due terzi in meno di quanti erano destinati a Mare Nostrum e che prevede il controllo delle acque internazionali, ma solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane. Nessun cenno alle operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti. È stato più chiaro il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez: «Mare Nostrum e Triton non sono la stessa cosa. Le agenzie dell’Ue non possono sostituire gli stati membri nel controllo delle loro frontiere. Soprattutto l’operazione "Triton" non avrà come scopo principale la ricerca e il soccorso, che erano invece al centro dell’operazione italiana». Qualche giorno fa il premier Renzi, fra i tanti annunci che ci somministra, aveva trionfalmente annunciato: «Il ministro Alfano ha spiegato molto bene che l’operazione Mare Nostrum verrà sostituita da un intervento complessivo dell’Unione Europea». Qualcuno avrà detto a lui e al ministro che non sarà proprio così?
L’Ue se ne frega. Restiamo soli
di Riccardo Scarpa