«Mi spieghi una cosa: che differenza ci sarebbe tra due mamme e una mamma sola? Se il mio partito deciderà davvero di avallare una legge che consenta l’adozione intra-parentale per gli omosessuali, può star certo che io presenterò un emendamento che conceda quella possibilità anche ai single». In Forza Italia infuria il dibattito sui diritti civili all’indomani dell’apertura di Berlusconi a unioni e adozioni per gli omosessuali. Laura Ravetto non è certo tra gli esponenti azzurri che possono essere tacciati di «oscurantismo». Eppure c’è qualcosa, nella giravolta dell’ex premier, che non l’ha convinta. Onorevole Ravetto, anche lei si iscrive al partito dei contrari? «Non scherziamo, io su questi temi sono sempre stata all’avanguardia, anche quando non erano di gran moda nel partito. In passato ho anche presentato una proposta di legge per regolamentare le coppie di fatto. Ma quel testo non prevedeva le adozioni». Le adozioni, appunto. È un limite insormontabile? «Beh, se oggi mi si chiede di fare una battaglia affinché agli omosessuali sia data la possibilità di adottare, io rispondo che non farò mai una battaglia per qualcuno, ma sempre per tutti. Perché se è vero, e magari qualcuno riuscirà a dimostrarlo, che un bambino cresce identicamente protetto sia in una coppia uomo-donna che, ad esempio, in una donna-donna, io rispondo che se si tratta semplicemente di una questione di numeri, non sta scritto da nessuna parte che due sia un numero magico. E quindi bisogna dare la possibilità di adottare anche a una donna single». Berlusconi, in realtà, sembra farne una questione di umanità. Piuttosto che far crescere un bambino in un orfanotrofio... «A maggior ragione: se - come ha detto Berlusconi, almeno per quanto riferito da Luxuria - bisogna sempre valutare il punto di partenza, e cioè che per un bambino è meglio crescere con due genitori omosessuali che in un orfanotrofio, la conseguenza naturale è anche un’altra: meglio una mamma sola che un orfanotrofio». Non si rischia di mettere troppa carne al fuoco e finire con l’ennesimo nulla di fatto? «Tutt’altro, perché se non si affrontano questi nodi si rischia di ritrovarsi di fronte a paradossi assurdi. Del tipo che una donna single, magari etero e stabilmente fidanzata, non potrebbe adottare il figlio del proprio compagno mentre un’altra donna potrebbe adottare il figlio della compagna lesbica. Parliamoci chiaro: non credo che si dovrà arrivare al punto che, per adottare un bambino, l’unica strada sia quella di sposarsi o di diventare omosessuale... I diritti civili devono essere i diritti di tutti. E non dimentichiamo che qui l’unico diritto rimane quello del minore». In Germania questo sistema ha funzionato. «Allora, se vogliamo parlare di come si regolano all’estero, si deve anche tener presente che in moltissimi Paesi esiste già adesso la possibilità per i single di adottare. E che, nei medesimi Stati, non sempre questo vale anche per le coppie omosessuali. A riprova del fatto che una discussione sulle adozioni per i gay non può prescindere da una valutazione sulle coppie di fatto e sui single». Dopo la sua presa di posizione anche Roberto Giachetti del Pd ha sostenuto che «non si può cancellare una discriminazione facendone emergere un’altra». Crede che in Parlamento potrà crearsi un asse tra gli scontenti dei vari partiti? «È ovvio, sui diritti civili è sempre successo che si formino maggioranze trasversali. Così come sono sicura che nel mio partito in tanti saranno contrari all’estesione di ognuno di quei diritti di cui stiamo discutendo». Finora ne ha fatta una questione di contenuti. Ma c’è anche un problema di metodo in Forza Italia? Per Fitto non si può apprendere la linea di partito da familiari e conoscenti. «Io credo che Berlusconi, come tutti i leader politici, abbia il diritto di ricevere chi gli pare, specie le persone che fanno opinione su determinati temi. Lui, peraltro, non è mai stato ancorato ai rituali della vecchia politica. Semmai, se proprio devo fare una critica, non credo fosse necessario fare tanta pubblicità a Luxuria, un personaggio che stimo ma che attualmente non era certo sulla cresta dell’onda mediatica». Come deciderete la linea del partito sulle unioni civili? «La cosa migliore è parlamentarizzare immediatamente la questione, portarla alla prova d’aula. Se no rischiamo di parlare di un "non-problema". Quando ci sarà un provvedimento alle Camere allora apriremo una discussione nei gruppi parlamentari. Come vorrei una riunione per decidere la linea da tenere sulla legge di stabilità». Sta dicendo che negli ultimi tempi è mancato il coordinamento? «Lei mi conosce, io non amo troppo essere "coordinata". Dico semplicemente che per me questo tipo di riunioni sono sempre auspicabili. Oggi io ho commentato la legge di stabilità lodandone gli intenti, specialmente per quanto riguarda il taglio dell’Irap, ma rimanendo scettica sulle coperture. Altri colleghi di Forza Italia ne hanno criticato anche gli intenti. Di queste cose dobbiamo discutere nei gruppi parlamentari, non certo sulle agenzie».
Ravetto: «Adozioni per i gay? Allora valga anche per le single»
