Negli ultimi tempi sono tanti i "renziani" che si sono trovati a polemizzare con Matteo Renzi. Da Matteo Richetti e Diego Della Valle fino a Sergio Chiamparino. Il governatore della Regione Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni è solo l'ultimo di una lunga serie. Ma di sicuro è quello che, politicamente, potrebbe creare più problemi. Lo scontro tra Sergio e Matteo è legato alla manovra che il Consiglio dei ministri ha licenziato ieri sera. Il governo ha deciso di reperire 15 miliardi dalla spending review. Quattro di questi vengono da tagli alle Regioni. Troppi. Al punto che stamattina, i governatori hanno lanciato un avvertimento a Palazzo Chigi: se queste sono le cifre o tagliamo i servizi sanitari, o aumentiamo le tasse. Avvertimento che non è piaciuto al premier che, impegnato nel vertice Europa-Asia a Milano, ha scelto Twitter per replicare. Una manovra da 36 miliardi e le Regioni si lamentano di 1 in più? Comincino dai loro sprechi anzichè minacciare di alzare le tasse #noalibi — Matteo Renzi (@matteorenzi) 16 Ottobre 2014 Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Non ci sono troppi manager o primari? è impossibile risparmiare su acquisti o consigli reg.? — Matteo Renzi (@matteorenzi) 16 Ottobre 2014 Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese — Matteo Renzi (@matteorenzi) 16 Ottobre 2014 Un vero e proprio fuoco di tweet che non è piaciuto a Sergio Chiamparino che, a sua volta, ha replicato. Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono? — Sergio Chiamparino (@SergioChiampa) 16 Ottobre 2014 Insomma la tensione è alle stelle. E di certo non aiuta pensare che Chiamparino è un esponente di spicco del Pd, il partito di cui Renzi è segretario. Ma non è il solo. Anche Nicola Zingaretti, altro nome di spicco dei Democratici, si rivolge al premier: "È giusto tagliare gli sprechi e infatti lo stiamo facendo, a volte più del Governo. Speriamo che questi nostri sforzi non vengano vanificati. Mi auguro che ora si apra una fase di confronto che vedrà protagonista il presidente Chiamparino che grazie alla sua autorevolezza ha ricevuto un forte mandato da tutte le Regioni". Nel frattempo i maligni dicono che Chiamparino non abbia gradito la pubblicazione su Repubblica di alcuni suoi sms scambiati con Renzi. Messaggi in cui il governatore riceveva dal presidente del Consiglio l'incarico di "mediatore" sulla riforma del lavoro. Anche per questo non sembra disponibile a fare sconti. Tutti insieme. Ma non sono i governatori a protestare per i tagli della manovra. In una lettera congiunta anche Regioni, comuni e province chiedono "un incontro nei tempi più brevi, per una valutazione comune della legge di stabilità e, in particolare, dei suoi effetti sulle finanze e sulle politiche delle Autonomie locali". "Pur consapevoli che il contributo delle Autonomie locali per ridurre il debito pubblico e rimettere in moto la crescita è ancora necessario", scrivono, i rappresentanti di Comuni Province e Regioni chiedono "di discutere e convenire con il Governo la compatibilità dello sforzo che ci è richiesto e quali siano le migliori misure per evitare sia una riduzione dei servizi offerti ai cittadini, sia il ricorso a nuovi prelievi fiscali".
Stabilità, tra Renzi e le Regioni è guerra a colpi di tweet
Il premier: "Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Taglino gli sprechi". Chiamparino: "Parole offensive" LEGGI ANCHE Le Regioni bocciano la manovra
