Quando le leggi di Stabilità, che una volta si chiamavano leggi Finanziarie, finiscono l’ultima curva e imboccano il rettilineo finale accade sempre di tutto. La storia e, più semplicemente l’aneddottica, sono ricche di episodi. Quello accaduto ieri non è che l’ultimo ma al tempo stesso anche costituisce anche una novità. Ci sarebbe da ridere se non fosse quasi tragico. Succede che la legge di Stabilità viene scritta in assoluta riservatezza al ministero dell’Economia. Tanta riservatezza al punto che si può dire che è la prima volta, dopo molti anni, che della legge fondamentale per il bilancio dello Stato non supisce il supplizio delle indiscrezioni, delle voci, delle bozze vere o presunte che spuntano fuori da ogni dove costringendo il governo a affannose ricorse al punto che poi il contenuto reale della Manovra si smarriva tra le voci e le smentite che di soluito iniziano con la prima parte di settembre. Stavolta non se n’è saputo nulla. Tanto che gli uomini del premier, guidati da Yoram Gutgeld, sono dovuti recarsi a via XX settembre per apprendere i dettagli della Stabilità e per dettare la linea del presidente del Consiglio. Tutto però ha rischiato di essere vanificato per un banale guasto tecnico. Sia chiaro, non è una di quelle banali scuse che vengono rispolverate per giustificare l’ingiustificabile. Lo Stato è ancora in condizioni di andare in tilt per una mail. Ieri il ministro dell’Economia ha vissuto un drammatico balck out che ha consigliato persino un rinvio del Consiglio dei ministri. Erano saltate le comunicazioni via internet e dall’Economia era impossbile inviare a palazzo Chigi persino le bozze. I tecnici del Mef sono stati costretti a ricorrere ai più rudimentali strumenti come le vecchie e care bozze stampate su carta, oppure le pennette di memoria per registrare i file su supporti informatici da scambiarsi fisicamente da stanza a stanza. Roba da Paese del Terzo mondo. Come è possibile che accada ciò mentre volge al termine l’anno di grazia 2014? Accade che il ministero diretto da Pier Carlo Padoan ha messo a gara i servizi per le telecomunicazioni. Vince una grande azienda e da agosto inizia la trasmigrazione dei servizi informativi. Che avrebbe sarebbe dovuto essere completato a inizio settembre. Ma la rientro delle vacanze ci sono ancora problemi. M ail peggio deve ancora rrivare e giunge a ottobre. Gli ultimi quindici giorni sono un calvario visto che il servizio di posta elettronica dà continui problemi. Dal Mef partono le proteste e le richieste di chiarimenti. Ma il servizio tende a peggiorare sino alla drammatica situazione di ieri quando nel pieno della Manovra il servizio va per aria (la rescissione del contratto è dietro l’angolo). Succede in Italia. O forse sarebbe giusto dire solo in Italia.
La mail tra Tesoro e Palazzo Chigi si inceppa, Stabilità a rischio
Al ministero dell'Economia la rete informatica va in tilt, i testi della Manovra non partono. Il Cdm rinviato alle 18 del pomeriggio
