Politica

Renzi: «Matrimoni gay». E il centrodestra divorzia

Il premier apre a una nuova legge ma tra azzurri e alfaniani il clima si fa sempre più teso

L’eventualità di un «Patto del Nazareno» anche sul tema delle unioni civili accentua ancora di più le distanze tra Forza Italia ed Ncd. Con Renzi che, incurante delle polemiche, rilancia l’iniziativa del governo su questo punto: «Presto faremo una legge». In realtà, i più attenti ricorderanno che già lo scorso luglio il premier aveva annunciato, sull’ Avvenire , un intervento dell’esecutivo che avrebbe permesso di superare il testo attualmente in commissione Giustizia al Senato. Da allora, però, sono passati quasi tre mesi senza un nulla di fatto e ieri il presidente della Commissione, Nitto Palma, ha certificato la necessità di riprendere in mano quel testo in assenza di mosse da parte di Renzi. E così, l’intervento del premier potrebbe quasi sembrare un modo per gettare nuovamente la palla in tribuna. Ciononostante, lo scontro tra «berluscones» e «alfaniani» non è calato d’intensità. E se nei giorni scorsi a darsele di santa ragione erano stati principalmente il ministro Angelino Alfano e il consigliere politico del Cav Giovanni Toti, stavolta a scendere in campo sono stati tanti altri esponenti. A partire da Mara Carfagna, cui Berlusconi ha dato mandato di occuparsi in prima persona della battaglia dei diritti civili. «Finalmente Renzi riconosce che la vicenda delle trascrizioni di matrimoni contratti all’estero ha evidenziato un vuoto legislativo. Forza Italia giudica positivamente anche il cambio di linea degli esponenti Ncd, che oggi condividono con noi e con la maggioranza del Paese la necessità di discutere e affrontare il tema dei diritti». Cambio di linea che, però, nei fatti non c’è. Perché autorevoli esponenti del partito di Alfano sul tema continuano a fare le barricate. «In un momento di crisi economica e di difficoltà sociali è prioritario, per Ncd, velocizzare le risposte da dare alla famiglia piuttosto che concentrare i lavori parlamentari su altri temi come la legge sulle unioni civili» spiega la portavoce nazionale Barbara Saltamartini. Cui fa eco il deputato Alessandro Pagano: «Renzi è a un bivio: deve decidere se accelerare con le sterzate necessarie sul mercato del lavoro e sul taglio delle tasse oppure cedere a quanti, nel suo partito, pensano di superare la loro litigiosità alzando nuove barricate ideologiche, a partire dalle unioni civili». Il fronte dei contrari, peraltro, è più esteso di quanto possa sembrare. Paola Binetti dell’Udc, ad esempio, si sta mettendo in contatto con diversi esponenti del Pd di posizioni più «conservatrici» per provare a fare fronte comune. Così come all’interno della stessa Forza Italia sono in tanti i parlamentari che, pur preferendo non uscire allo scoperto, contestano la deriva «radicale» impressa dalle iniziative di Francesca Pascale. Uno dei pochi ad aver espresso pubblicamente le sue perplessità è Maurizio Gasparri: «Ben venga - ha detto il vicepresidente del Senato - un "manifesto" di Forza Italia sui diritti, che parta dal diritto alla vita e dai diritti della famiglia e dei minori. Appunto un manifesto, frutto della discussione, e non un editto. Un manifesto che tenga conto, in materia di famiglia, dei principi della Costituzione e delle sentenze della Corte Costituzionale». La sintesi non appare delle più facili.

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