Cominciamo col dire che Roma è una delle città più sicure d’Europa. Nel 2013 e nel 2014 c’è stata una riduzione significativa dei reati, fatta eccezione per quelli contro il patrimonio. Appare evidente che l’aumento della microcriminalità e, in particolare, dei furti è causato dalla crisi economica, poiché i reati in crescita sono quelli tipici dello stato di necessità. Voglio anche sottolineare che la chiusura serale e notturna di alcuni commissariati non inciderà sul livello di sicurezza dei cittadini. Si tratta di una razionalizzazione, in base alla quale i commissariati dove si raccolgono poche denunce non verranno rafforzati e gli altri sì. Nella Capitale c’è un affollamento dei presidi di polizia e dei carabinieri in Centro e perciò non escludo la possibilità di chiuderne alcuni per trasferire parte dell’attività nelle periferie (...) Che negli ultimi anni hanno vissuto un’espansione demografica che richiede soluzioni. Definito il progetto, chiederò a Comune, Provincia e Regione di individuare immobili ove costituire presidi fissi. Due gli obiettivi: risparmiare e garantire la sicurezza nelle aree periferiche. Per quanto riguarda i richiedenti asilo, dopo quello che è accaduto a Corcolle, stiamo programmando una redistribuzione interna fra i vari Centri della Prefettura. L’integrazione, d’altra parte, può avvenire solo gradualmente. Noi dobbiamo imparare a convivere con chi ha usi, costumi e culture diverse dalle nostre. Loro devono rispettare le nostre regole. Altrimenti, l’immigrazione produce conflitti.
Ora periferie più sicure
di Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma