Sono riusciti a costruire da zero un partito che ha conquistato in tre anni il 25 per cento dei voti. Da tempo lanciano profezie sulla fine dei giornali e della televisione. Sul dominio della democratica (a dire il vero non sempre) Rete. Eppure sulla comunicazione politica Grillo e Casaleggio continuano a rimediare brutte figure. Fin dall’inizio volevano che a guidare i gruppi parlamentari (alla Camera, al Senato e a Bruxelles) fosse uno staff di esperti nominati da loro. Ma gli ostacoli incontrati sono stati molteplici. L’ultimo ieri al Parlamento europeo. Casaleggio avrebbe licenziato i quindici addetti stampa del «non partito». Il capo dello staff, il blogger Claudio Messora, era già stato «trasferito» da Roma a Bruxelles dopo i continui litigi con i parlamentari. Tra gli altri quattordici ci sono giornalisti, videomaker, grafici e fotografi. Sono stati assunti all’inizio di luglio. Ma si è trattato di un incarico lungo appena tre mesi. Il gruppo comunicazione, stando alle regole che il blog di Grillo ha deciso prima delle elezioni politiche del 2013 senza consultare la base, è affidato ai vertici del MoVimento, cioè al comico genovese e al suo alter ego Gianroberto Casaleggio. Un’impostazione che non è mai piaciuta a tanti attivisti. Del resto se la decantata «democrazia diretta» di cui si fanno forti i 5 Stelle finisce per essere «diretta» da qualcuno, è evidente il cortocircuito. Ma a Bruxelles c’è anche un’altra grana da risolvere. Gli europarlamentari del M5S avrebbero dovuto devolvere mille euro al mese per il funzionamento del gruppo. Ma qualcosa è andato storto. A qualcuno dei 17 europarlamentari, inoltre, la regola che prevede di affidare la comunicazione a addetti scelti dalla Casaleggio Associati, la società che gestisce il blog di Grillo, non è mai andata giù. Da qui il braccio di ferro sui mille euro, finito in uno scontro aperto alla Casaleggio Associati tra l’eurodeputato Ignazio Corrao e lo stesso Messora. Casaleggio, che non ha mai perso tanto tempo per confrontarsi con i ribelli, ha scelto ancora una volta la linea dura e avrebbe azzerato lo staff. Uno degli eletti del MoVimento, intercettato dall’Adnkronos, ha assicurato che i quindici addetti non andranno tutti a casa: «Valuteremo i curricula e terremo i migliori ma bisogna tagliare i costi e allontanare le persone che non hanno lavorato bene. E prima di fare ciò, occorre sciogliere l’intero gruppo». Dal canto suo, Messora minimizza: «Al momento nessuna notifica ufficiale è ancora pervenuta. Le attività del gruppo comunicazione europeo sono ampiamente riscontrabili su tutti i social ad esso ascrivibili e sono tracciate in un’ampia reportistica disponibile internamente, a richiesta. Credo, tuttavia, che per il Movimento 5 Stelle questo sia il momento di concentrarsi sull’organizzazione della tre giorni di incontri #italia5stelle, momento cruciale per confrontarsi e raccontarsi al Paese. Ci sarà tempo, in seguito, per occuparsi del resto». Dunque ci risiamo. La comunicazione a 5 Stelle fa acqua da tutte le parti. Se ne sono accorti, evidentemente, anche i simpatizzanti, tanto che a due giorni dall’evento che il M5S ha organizzato al Circo Massimo di Roma si è ancora molto lontani dal raggiungimento della cifra richiesta dal blog per pagare la kermesse. Dei 500 mila euro stabiliti come obiettivo sono stati raccolti, a oggi, soltanto poco più di 255 mila euro. Segno che il MoVimento non «emoziona» più come alcuni mesi fa. Del resto, anche all’interno del «non partito», si è discusso più dell’esclusione dal palco del sindaco di Parma Pizzarotti che di tutto il resto. Per ora Grillo e company hanno perso un’occasione. Tenteranno, ovviamente, di rifarsi, a partire proprio dall’evento che riunirà tutti gli amministratori pentastellati a Roma, ma il cammino per recuperare consenso sembra difficile. L’ultima polemica è scoppiata per la canzone che il rapper Fedez ha preparato per «Italia 5 Stelle», da dopodomani al Circo Massimo. Una strofa se la prende con il presidente della Repubblica Napolitano e polemizza con l’ex ministro Mancino sulla vicenda della presunta trattativa tra Stato e mafia: «Caro Napolitano te lo dico con il cuore - dice il testo - o vai a testimoniare o passi il testimone». Intanto nelle Aule parlamentari è bagarre. I 5 Stelle sono ricorsi all’ostruzionismo sia alla Camera sia al Senato, dove il presidente Grasso (ribattezzato dai senatori del M5S Rocchi, come l’arbitro di Juve-Roma) ha espulso il capogruppo Petrocelli. Su facebook la senatrice Sara Paglini è orgogliosa: «Proteste nostre in aula, bloccato il discorso di Poletti. La Boschi non riesce a dare i suoi "annunci per gli acquisti". Aula sospesa». A Montecitorio, invece, è stato contestato il dl stadi. Anche qui seduta sospesa.
Liti e accuse, 5 Stelle alla resa dei conti
I vertici del MoVimento licenziano il gruppo comunicazione a Bruxelles. Frasi contro Napolitano nella canzone di Fedez per l’evento al Circo Massimo
