Matteo Renzi passa al contrattacco. Prima con un’intervista a La Repubblica , poi ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3, il presidente del Consiglio appena tornato dagli Usa manda un messaggio chiaro ai poteri forti: «Io non sono massone, sono un boy scout. Non omaggio i poteri forti e questa è la reazione. Se vogliono mandarmi a casa ci provino. Io non mollo, insisto». Renzi continua a parlare di «pensieri deboli» e manda un messaggio chiaro: «Possono mandarmi a casa in Parlamento, ma non possono telecomandarmi come una marionetta». Sulla riforma del lavoro il premier va avanti, nonostante i mal di pancia della minoranza Pd. Renzi racconta di essere stato colpito dall’incontro con Clinton («che ha cambiato gli Usa, un punto di riferimento per la sinistra mondiale») e di prendere a riferimento Clinton e Blair con la sua Terza Via sfidando il Pd: «In Itaia dicono che non sono di sinistra, in Europa mi considerano invece di sinistra. Io sogno una sinistra che dia un’opportunità a tutti, non una sinistra di opportunisti». A Bersani dice: «La Ditta resta sempre la Ditta, anche se non sei tu il segretario». Il Jobs Act si farà, perché l’Italia ha bisogno di riforme e «io sto dalla parte dell’Italia che gioca all’attacco, come la Fiat di Marchionne». Sul mercato del lavoro, Renzi bolla l’articolo 18 come «un totem di una minoranza della sinistra radicale» e ribadisce che sarà abolito per non creare lavoratori di serie A e di serie B, abolendo co.co.co e co.co.pro., riducendo da 2.100 a soli 50 gli articoli del diritto del lavoro. Per il premier, l’attuale normativa ha fallito: «Siamo passati dal 7% al 13% di disoccupati. Il potere è prendersi cura e noi dobbiamo prenderci cura di chi ha perso il lavoro e di chi ne cerca uno, di questa generazione abbandonata al precariato». Per questo il Jobs Act - per il quale nella legge di stabilità è prevista una copertura di 1,5 miliardi di euro - «riscriverà le regole del lavoro per i prossimi 30 anni». Secondo Renzi «per 20 anni c’è stata una generazione di persone che ci ha raccontato cos’è la sinistra disinteressandosi della realtà delle persone. Il mio obiettivo non è far contento D’Alema ma la mamma che non ha diritto ala maternità. Capisco che parte della sinistra è affezionata alla memoria, ma la memoria senza speranza è un museo delle cere. La mediazione non si fa tra maggioranza e minoranza del Pd, ma con i lavoratori». La road map è insomma tracciata e passa dall’assunzione di 149mila insegnanti , dalla conferma del bonus degli 80 euro e dalla proposta di inserire il Tfr direttamente in busta paga. Ma anche dalla garanzia dei diritti civili sul modello della «civil partnership» tedesca e dall’introduzione dello ius soli. Non manca un riferimento alle critiche della Cei. Renzi «da cattolico» dice di «adorare» l’intervento dei vescovi nel dibattito pubblico, ma si chiede perché «in questi anni siano stati zitti sulla catastrofe educativa. Ricevo telefonate di amici vescovi che mi dicono che le parole del segretario della Cei sono personali. Rispondo ai cittadini, non ai vescovi».
Matteo fa il duro: i poteri forti non mi comandano
La minaccia: «Se vogliono buttarmi giù ci provino. Ma io non mollo e cambio l’Italia»
