Il segretario romano del Pd Lionello Cosentino - lunga militanza nel Pci - in diverse circostanze ha avuto modo di osservare come quello democratico sia diventato nella Seconda Repubblica il partito più cattolico d’Italia. Senti parlare Pier Luigi Bersani e cominci a chiederti se non sia davvero così. Già Bersani. Pensi all’ex segretario Dem e t’immagini una sorta di «Peppone 2.0». Nato in Emilia - di cui è stato governatore fino al 1996 - entra giovanissimo nel Partito comunista. Ma col sindaco rosso di Brescello, paesino nel Reggiano, interpretato da Gino Cervi Bersani ha poco a che vedere. L’anziano parroco di Bettola, il suo paese natìo, in un’intervista a Porta a Porta ricordò il giovane Bersani impegnato a prestare servizio in chiesa da chierichetto dall’infanzia fino all’adolescenza. Impegnativa anche la tesi con la quale l’ex segretario Pd ha conseguito nel 1974 la laurea in Filosofia: Storia del Cristianesimo, incentrata sulla figura di Papa Gregorio Magno. Davvero niente male per un comunista. Ma il topos dell’uomo di sinistra impegnato a sostituire la Fede col materialismo storico e con quello dialettico sembra essere ormai superato. Basta rileggere le parole di Bersani a proposito delle posizioni espresse dalla Cei sulla riforma del lavoro. Il segretario della Conferenza episcopale italiana monsignor Nunzio Galantino aveva esortato il premier Renzi a piantarla con «slogane barzellette» con cui «non si va da nessuna parte», invitando il presidente del Consiglio, un «ragazzo giovane e simpatico» a ridisegnare l’agenda di governo e a occuparsi di famiglie e politiche fiscali. Parole, quelle di monsignor Galantino, che suonano come musica per le orecchie del chierichetto Bersani. «Io sono perfettamente d’accordo - spiega l’ex segretario Pd in un’intervista a La Sicilia - L’articolo 18 è stato già modificato, non è questo il problema. Si può sempre migliorare, eliminando le lungaggini professorali che ci ha voluto mettere la Fornero. Ma il modello Germania si fa con altre cose basiche. Torno alle parole della Cei: si deve cambiare l’agenda». Una reazione diametralmente opposta a quella del vicesegretario Pd Debora Serracchiani, che ai vescovi non le manda a dire e risponde piccata auspicando che il cambiamento portato avanti dal governo «diventi patrimonio comune. Mi pare che Papa Francesco l’abbia capito prima e meglio di tanti altri». Ma per colui che voleva smacchiare il giaguaro, «tutti i temi della riforma del lavoro vanno inquadrati nel ragionamento sull’economia: dobbiamo capire come cavolo si fa a uscire dalla recessione». Bersani indica la via di uscita dallo stallo attuale: «Ripartiamo dal testo di Boeri e Garibaldi e cominciamo un percorso alla fine del quale, però, per un giovane ci dev’essere la pienezza dei diritti». E ancora: «Se Renzi vuole essere sfidante, ha scelto l’oggetto sbagliato. Credo che Renzi debba durare, ma deve farsi dare una mano. Matteo deve rafforzare il gioco di squadra». Parlando delle politiche del 2013, Bersani dice: «Dopo quelle elezioni non c’è più la maggioranza per fare leggi ad personam. Il giaguaro l’abbiamo smacchiato noi. E non mi si dica che non è vero, per giustificare l’idea che Berlusconi sia necessario. Non lo è né numericamente, né politicamente». La presa di posizione di Bersani sulla Cei stride però con quando l’allora segretario Dem faceva l’anticlericale attaccando il governo Monti che sosteneva e chiedendogli di tassare anche gli immobili ecclesiastici. Senza ricordare, però, che da ministro del governo Prodi firmò per l’esenzione. Ma che Bersani sia passato dal «Partito-Chiesa» a ben altre posizioni lo si evince dalle citazioni di Giovanni XXIII nel gennaio 2013 in piena campagna elettorale per le primarie. Allo stesso periodo risalgono, del resto, le considerazioni del Bersani segretario Pd sui temi etici che, pur rivendicando l’autonomia di scelta del Pd, auspicava un confronto e un accordo tra credenti e non credenti del Pd, sottolineando l’importanza del ruolo dei cattolici nel Pd. Bersani, dunque, come punto d’approdo di un lungo percorso iniziato da gente come Franco Rodano - cattolico nel Pci senza essere marxista, fondatore del Movimento dei cattolici comunisti, poi Partito della sinistra cristiana, e teorizzatore del compromesso storico - e arrivato al Partito (social)democratico? Può darsi. Intanto Bersani fa proseliti. Persino Pippo Civati definisce «condivisibile» il richiamo della Cei, perché «c’è una situazione di grande povertà, una situazione gravissima sul versante disoccupazione, e la Cei, come tutti gli italiani, ci chiede di intervenire». E il governo «sicuramente ha fatto tante promesse che ora deve mantenere». Parole che evocano la dottrina sociale della Chiesa. Che davvero il Pd sia diventato il partito più cattolico d’Italia, come sostiene Cosentino?
E ora don Pier Luigi si allea con la Chiesa
Per attaccare il segretario dà ragione alle critiche della Cei
