Addio alla Forza Italia come è stata conosciuta finora. Addio, in parte, anche ai Club Forza Silvio. Il futuro del più importante partito del centrodestra italiano si articolerà nelle «Comunità azzurre». E si tratta di un futuro molto vicino: se le intenzioni si tradurranno coerentemente in atti, la fusione tra le due entità avverrà molto presto. In tempo utile per celebrare, tra gennaio e febbraio, i primi congressi comunali delle nuove creature. È questo il piano di Silvio Berlusconi per la Forza Italia 2.0 che l’ex Cavaliere vuole creare per rilanciare il partito sul territorio e, aspetto non secondario, provare a risparmiare qualcosa sui costi di gestione che, dopo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, sono diventati insostenibili. L’orientamento di Berlusconi è emerso nel corso della riunione con il coordinatore nazionale dei Club Forza Silvio, Marcello Fiori, e i vari coordinatori regionali, ricevuti nel pomeriggio di ieri a Palazzo Grazioli. Proprio a Fiori è stato affidato il compito di gestire questa fase di transizione. L’obiettivo è anche quello di creare un rapporto più sinergico tra chi rappresenta il partito nelle istituzioni e chi opera maggiormente sui territorio. Ma l’ex premier, come peraltro annunciato già domenica scorsa a Sirmione, punta anche a reclutare volti nuovi per il partito. Un proposito che, insieme a quello di «snellire» Forza Italia attraverso la fusione con i club, potrebbe anche destare qualche «malumore» nella vecchia guardia. Ma è solo una delle «mine» che nei prossimi giorni potrebbero palesarsi sul cammino di Forza Italia. La dura presa di posizione della minoranza Pd contro la riforma del Lavoro, infatti, potrebbe rendere necessari al Senato i voti azzurri per la sopravvivenza del governo. Una situazione che si espliciterebbe ancora più chiaramente se Renzi dovesse decidere di porre la questione di fiducia sulla legge delega. E se c’è qualcuno, come il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, che sembra propendere per un sì se dovesse verificarsi un’eventualità del genere, l’area più vicina all’europarlamentare Raffaele Fitto la vede in maniera opposta. «Proviamoci, è anche la nostra riforma del lavoro. Pronti a votarla, perfino con la fiducia» ha detto ieri Brunetta. Ma sull’ipotesi, al momento, prova a mettere una pietra tombale il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: «FI che vota la fiducia al governo? Scenari fantascentifici».
Berlusconi accelera: fusione coi circoli
Riunione a Palazzo Grazioli con Fiori e i coordinatori dei Club Forza Silvio. Il sogno è una Forza Italia 2.0 più snella. Per risparmiare e lanciare volti nuovi
