Politica

Delrio e Boldrini sul palco di Atreju

Temi del giorno lavoro, riforme, immigrazione. In platea a sorpresa arriva anche Storace

Dopo i forfait del ministro Giuliano Poletti e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il centro-sinistra accetta il confronto sul palco di Atreju. Sono stati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il presidente della Camera Laura Boldrini a rompere il ghiaccio e a presentarsi nella bella location dell'isola Tiberina, accolti da Giorgia Meloni che ha fatto gli onori di casa, per discutere dei temi caldi della politica italiana. Un confronto a 360 gradi su scelte fondamentali che il governo Renzi ha fatto o sarà chiamato a fare nelle prossime settimane. Riforme, lavoro e immigrazione le parole chiave della giornata, declinate in maniera diversa anche da esponenti dello stesso partito. «La legge elettorale che abbiamo trovato era profondamente sbagliata perché non consentiva coalizioni stabili e ritengo che le preferenze non siano la panacea di tutti i mali - ha spiegato il sottosegretario Delrio che ha rivendicato il lavoro svolto finora, a partire dalla riforma che porta il suo nome - Abbiamo ridotto il costo e le funzioni delle Province che spesso si sovrapponevano a quelle di Comune e Regione. Sono convinto che questa riforma darà grandi vantaggi al Paese». Una tesi non condivisa dal senatore Corradino Mineo che da tempo capeggia la rivolta dei «dissidenti» sulla legge elettorale: «Credo che siano molto meglio le preferenze e bisognerebbe puntare a una riforma più vasta. Se il governo non ce la fa, allora è meglio tornare a votare. Anche la riforma del lavoro è fondamentale ma ci devono essere le coperture, non sono disposto ad affidarmi ai decreti legge del governo. La delega in bianco è anche peggio del decreto legge». Mineo non ha risparmiato frecciate al premier: «La sua battuta sull'apartheid non mi è piaciuta, l'articolo 18 è ormai diventato un feticcio ideologico. Renzi sta facendo una gestione trasformistica alla Giolitti. Ho paura che si prometta troppo e si realizzi poco, meglio fare poco ma fatto bene». Critiche al governo anche da parte di Raffaele Fitto, mister preferenze alle Europee ed europarlamentare di Forza Italia: «C'è stata troppa fretta sulla legge elettorale che è fondamentale per il Paese. Purtroppo molte notizie passano in secondo piano, ad esempio pochi sanno che la Tasi costerà più dell'Imu, facendo svanire ogni effetto dei famosi 80 euro. Dobbiamo parlare di questo più rispetto a inseguire Renzi e le sue bolle mediatiche». Un concetto ribadito dal direttore de Il Giornale Sallusti: «Credo che la legge elettorale come è uscita in prima lettura non passerà mai perché altrimenti Renzi vincerà per i prossimi 20 anni. Questo non lo vuole FI ma neanche il Pd, perché Renzi i nemici li ha all'interno del partito. Sono convinto che il Presidente del Consiglio spaccherà il Partito democrativo ma il centro-destra non è pronto a raccogliere la sfida. La destra per rilanciarsi dovrebbe diventare la Confindustria della piccola e media impresa». Parole apprezzate dal pubblico in platea, tra cui era presente, a sorpresa, in prima fila, anche Storace che ha incassato la battuta dal palco di La Russa: «Non si sa bene di che partito è ma stasera è qui». Il cofondatore di FdI – An ha messo sotto accusa il Patto del Nazareno: «I veri amici di Renzi sono fuori dal Partito democratico, lo dimostrano i fatti: dalla scelta sui giudici della Consulta alla legge elettorale che stanno facendo Renzi insieme a Verdini. Se il Premier è in difficoltà con i numeri alza il telefono e lo chiama. Così non va bene, in Italia c'è bisogno di una vera opposizione». Posizioni diverse anche sul tema dell’immigrazione, con l’intervento del presidente della Camera Laura Boldrini che inizialmente ha raccolto l’applauso della sala, salvo poi suscitare qualche brusio di contestazione quando ha affrontato il tema dei soldi destinati ai rifiugiati. «Ci sono dati oggettivi che non possono essere ignorati: abbiamo 4 milioni di migranti, il 7% della popolazione, siamo al dodicesimo posto – ha evidenziato la Boldrini - Nel mondo ci sono 232 milioni di persone in movimento e queste migrazioni toccano tutti i Paesi, non solo noi. I rifugiati sono 50 milioni, mai così tanti dai tempi della seconda guerra mondiale. Io sono orgogliosa di un Paese che non gira le spalle a questa gente. L'Europa dovrebbe fare molto di più nel soccorso in mare e noi vogliamo cambiare il trattato di Dublino ma per farlo dobbiamo avere le carte in regola. I 900 euro al mese ai rifugiati sono un discorso che ritengo separato». Un problema quello dell’immigrazione, da affrontare in modo completamente diverso secondo il presidente del gruppo parlamentare di Fdi – An Fabio Rampelli che ieri ha vinto la sfida dell’applausometro: «Il fallimento dell’operazione Mare Nostrum è sotto gli occhi di tutti, basta leggere il numero spaventoso di persone che hanno perso la vita in mare. La selezione di chi ha diritto allo stato di rifugiato potrebbe essere fatta anche nel Nord Africa. Purtroppo le popolazioni che accolgono questa gente sono abbandonate a se stesse. È necessario saper gestire la ricaduta drammatica di questo fenomeno senza visioni ideologiche». La giornata si è conclusa con il premio Atreju a Pif per il film «La mafia uccide solo d’estate», ricevuto dalle mani del presidente del Senato Piero Grasso che ha confessato: «È il miglior film sulla mafia. Io non andavo al cinema da anni, da quando ho scoperto che la gente aveva paura a sedersi accanto a me».

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