Si è sempre ritenuto che la Destra è conservatrice, laddove la Sinistra si muove al segno dell’avanzamento sociale. Eppure, dal mio osservatorio di avvocato di lungo corso, vedo, con disappunto, che nel campo della giustizia, fondamentale per i riflessi sugli investimenti, le novità provengono dagli ambienti di Destra, mentre la Sinistra è arroccata su posizioni conservatrici che purtroppo hanno contribuito al fallimento della giustizia penale. Vediamo come stanno le cose. Stanno molto male. Dire che la giustizia in Italia non funziona è un eufemismo. La realtà è che nel nostro Paese la giustizia penale è sparita nella nebbia dei processi persi nel tempo. Una marea di processi inutili intasano l’arena giudiziaria, bloccandola per poi finire nel nulla. Oggi è indispensabile un rigoroso controllo di legalità, giacché lo sviluppo economico ha portato forme particolarmente invasive di criminalità. Deriva da ciò la enorme somma di poteri affidata all’ufficio del pubblico ministero. Peraltro, il nostro legislatore, nel passaggio dal processo seminquisitorio a quello semiaccusatorio non considerò che questa concentrazione di poteri affidata all’accusa poteva produrre pericoli di sbilanciamento della giustizia penale. Questi problemi sono superati altrove da un assetto equilibrato dagli opportuni anticorpi, sia sotto l’aspetto dei limiti di tempo per lo sviluppo dell’iniziativa accusatoria, sia sotto l’aspetto della terzietà del giudice. Quest’ultima, pilastro del rito processuale accusatorio, è platonicamente garantita dall’art. 111 della Costituzione, ma in realtà nel nostro Paese non esiste, giacché l’accusa è affidata a un pm/giudice, nato tale per l’unicità di carriera, figura ambigua e del tutto atipica, che impropriamente riassume la sensibilità dell’accusatore e la sensibilità del giudice, quest’ultima portata ad anticipare la condanna. Oggi si tende a riformare la giustizia colpendo anche i giudici, che delle disfunzioni sono le prime vittime, visto che si fiaccano di lavoro in cambio di risultati inutili. In quest’impropria prospettiva, si vuole innovare la giustizia tagliando le ferie ai magistrati e introducendo la loro responsabilità per gli errori anche di diritto. La riduzione delle ferie è un ridicolo annuncio a effetto, giacché le ferie del magistrato sono commisurate al fermo dei tribunali determinato dal periodo feriale. Nonostante tale fermo, nei casi di urgenza (detenuti, prescrizione ecc.), per i magistrati non vi è festività che tenga. Quanto alla responsabilità dei magistrati per i loro eventuali errori, non si considera che quella del giudice è una funzione che si avvicina al divino, traducendosi nel giudizio dell’uomo sull’uomo. Turbare la serenità di questo giudizio con la minaccia di condanne a risarcire, è un attentato alla serenità del magistrato e quindi all’esercizio della funzione. Tornando alla Sinistra che conserva piuttosto che avanzare, il mantenimento dell’unicità di carriera giudici/pm, da essa fortemente difeso, è in definitiva una causa dell’espansione, persino nella cultura della gente, dell’azione penale esercitata a vuoto.
Sinistra conservatrice sulla giustizia
di Massimo Krogh Si è sempre ritenuto che la Destra è conservatrice, laddove la Sinistra si muove al segno dell’avanzamento sociale. Eppure, dal mio osservatorio di avvocato di lungo corso, vedo,...