Politica

Atreju va di corsa per i due Marò

Domani al via la manifestazione della destra. Sabato la maratona per Latorre e Girone

Si chiama «Marò a casa di corsa» ed è una delle iniziative più significative della XVII edizione di Atreju. L’evento di riferimento della destra italiana torna da domani nella location inedita dell’Isola Tiberina, a Roma, e ovviamente dedica uno spazio tutto particolare alla drammatica videnda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Sabato 20 settembre alle 14, infatti, anche grazie al patrocinio della Federazione Italiana di Atletica Leggera, da piazza della Repubblica prenderà il via una maratona simbolica (due chilometri e mezzo il percorso di gara) che porterà i partecipanti fino all’Isola Tiberina e manderà un messaggio ideale ai marò che aspettano ancora, dopo quasi tre anni, di conoscere il loro destino. Ma Atreju, che durerà fino a domenica 21, sarà anche molto altro. Ed è innegabile che, in un momento assai complicato per il centrodestra italiano, uno degli appuntamenti più attesi sarà il dibattito che vedrà seduti allo stesso tavolo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, l’eurodeputato di Forza Italia Giovanni Toti, il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello e il segretario della Lega Matteo Salvini. L’appuntamento è per sabato e il titolo dell’incontro sarà «Costruire l’alternativa per non morire renziani». «Non ci piacciono le convocazioni in stanze segrete - ha spiegato Giorgia Meloni presentato la rassegna alla Camera dei Deputati - se proprio dobbiamo discutere di alleanze vogliamo farlo in pubblico, davanti a tutti i giovani che accorreranno e a quelli che, per l’ennesima estate, hanno voluto rinunciare alle proprie vacanze per occuparsi dell’organizzazione di Atreju». La presidente di Fdi-An ha reiterato le accuse al premier Matteo Renzi, colpevole di aver declinato per il quarto anno consecutivo l’invito a confrontarsi con i giovani militanti della destra. «Evidentemente ha il coraggio solo per andare alle scuole elementari, a fare sfilate davanti a bambini inconsapevoli». Ma ha allargato l’accusa anche ad altri esponenti del governo: «Abbiamo provato a invitare i più giovani, compreso il ministro delle Riforme Boschi, credevamo che fossero quelli più capaci di interpretare una nuova stagione della politica fatta di dialogo e non sterili contrapposizioni. Invece si sono rivelati i più vecchi». A rappresentare il governo ci sarà il ministro del Lavoro Poletti, impegnato giovedì in un dibattito proprio sul lavoro, e il sottosegretario Delrio, che discuterà venerdì di riforme. Ma il parterre degli ospiti sarà anche quest’anno ampio e variegato. Dal presidente dell’Anticorruzione Raffaele cantone a Michele Santoro, da Renato Brunetta a Maurizio Sacconi. Previsti come d’abitudine anche momenti di musica e proiezioni, come quella del film «La mafia uccide solo d’estate», venerdì, del regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, che per questa opera riceverà anche il «premio Atreju». Non mancheranno, infine, come da sempre è nello stile della manifestazione, anche momenti leggeri e ironici. In particolare, novità assoluta è la sfida culinaria tra i politici. Sulla scia di diverse fortunate trasmissioni televisive, alle 21.30 di sabato si affronteranno nell’inedita veste di cuochi i due vicepresidenti della Camera dei Deputati Roberto Giachetti (Pd) e Simone Baldelli (FI). Giudice, lo chef romano Andrea Fusco.

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