Politica

Renzi scopre la caduta nei sondaggi

Mai così in basso, tutti gli istituti sono d’accordo: 15 punti persi in tre mesi Non piacciono le sue riforme e la maggioranza degli italiani non gli crede più

Il ritorno dalla pausa estiva non è stato dei migliori per Matteo Renzi. Il premier ha dovuto fare i conti con il calo dei consensi. Calo, non crollo. Ma comunque una flessione che ormai tutti i sondaggi danno per assodata. Flessione personale, peraltro. Mentre il Pd resiste ancora attorno a quota 40%, qualche istituto dà il partito appena sopra l’asticella, qualche alto sotto anche di tre punti (tutti i dati sono al sito www.sondaggipoliticoelettorali.it). La prima doccia gelata arriva il primo settembre su Panorama, che pubblica un sondaggio di Euromedia resarch di Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita di Berlusconi. Se nel complesso emerge un giudizio tutto sommato confortevole per il premier, la doccia scozzese arriva all’ultima domanda. Viene chiesto agli intervistati se credono che «Matteo Renzi riuscirà a realizzare le riforme e i provvedimenti che ha annunciato all'inizio del suo mandato?». Il 45,3% risponde di no, il 23 afferma che ce la farà ma non nei tempi stabiliti, appena il 15,8% sostiene che ce la farà. Il 3 settembre è Ixe per Agorà, trasmissione Rai, a rivelare come sono in maggioranza gli italiani che non credono in Renzi. Il 37% ha poca fiducia nel governo, il 14 nessuna: Totale: 51. Mentre il 49 invece crede ancora nell’esecutivo. Emblematico è un altro sondaggio, quello del 7 settembre realizzato da Ipsos. Viene fuori che il premier sta bene in salute (sempre riferendosi ai suoi consensi) e anzi è anche cresciuto nel corso delle vacanze estive. La sua squadra ha il trend opposto. Se Matteo sale di tre punti (da 61 a 64) nel giudizio positivo degli elettori, il governo ne perde uno (scende da 59 a 58). Ma ancora più significative sono le risposte alla domanda se si ritengono sufficienti gli interventi fatti per la crescita economica, ovvero l’emergenza delle emergenze: il 46% degli intervistati risponde negativamente, il 42 favorevolmente. Pochi giorni dopo è sempre la Ipsos, questa volta per la trasmissione "19e40" a certificare che per gli italiani Matteo soffre un po’ di "annuncite". La domanda stavolta è: secondo lei, rispetto agli annunci, i risultati ottenuti finora dal governo sono sufficienti?". Il 45% dice di no, il 43 sì. Datamedia, per Il Tempo, è la prima a rivelare come il Pd sia tornato sotto il 40%, a quota 39 per la precisione (10 settembre). Ma nella stessa indagine demoscopica Renzi è dato ancora a un tasso di fiducia del 51%. Altra gelata arriva quello stesso giorno ancora da Ispos e ancora a "19e40". Stavolta gli italiani vengono interpellati a proposito di un altro argomento che a loro brucia: le tasse. Viene lo chiesto se si attendono una discesa della pressione fiscale: quasi due terzi rispoinde di no. Le prime più odiate sono quelle sulla casa, sul lavoro, canone Rai e le accise sulla benzina. Tre giorni fa il sondaggio più pesante, quello dell’Atlante politico di Repubblica. Da giugno ad oggi il governo Renzi ha perso 15 punti, dal 69 al 54. È il minimo storico, la suqdra di Matteo non era mai andata così giù. A febbraio lo stesso dato era a 56, a maggio al 61, al quasi settanta di giugno. Nella medesima indagine c’è un altro dato che risalta. Renzi da solo è il politico con il voto più alto (60% di gradimento), il secondo in classifica è Giorgia Meloni giusto alla metà del consenso, a quota 30%. Poi Padoan (29), Alfano (25), Salvini (24), Vendola (23). Berlusconi è settimo (22), seguito da Grillo (17). Renzi resta alto semplicemente perché è l’unico. L’unica offerta al supermercato della politica. Renzi c’è perché non c’è alternativa: i due suoi principali competitor hanno quasi un terzo del suo consenso. Un dato che vale più d’ogni altra riflessione.

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