In Spagna è stata fatta una riforma del lavoro molto aggressiva. Due sono i cardini: licenziamenti più facili e meno costosi, e ulteriori misure di flessibilità nella contrattazione collettiva. È stata ridotta l’indennità di licenziamento e se l’impresa è in perdita, il licenziamento diventa per giusta causa. L’indennità al lavoratore tagliato scende a 20 giorni per ogni anno lavorato fino a un massimo di un anno di stipendio. È data priorità ai contratti aziendali indipendentemente da quanto stabilito nei contratti di livello superiore. Per le aziende in difficoltà è più facile sganciarsi dal contratto collettivo. Il modello che più si avvicina a quello spagnolo è stato proposto in Italia dal giuslavorista Ichino. È il contratto a tutele crescenti: per i primi tre anni dall’assunzione l’articolo 18 verrebbe sospeso e i neoassunti sarebbero licenziabili. Dal quarto anno, scatterebbe una indennità pari a uno stipendio per ogni 12 mesi di anzianità. (foto: premier Rajoy)
Licenziamenti più facili e meno costosi
In Spagna è stata fatta una riforma del lavoro molto aggressiva. Due sono i cardini: licenziamenti più facili e meno costosi, e ulteriori misure di flessibilità nella contrattazione collettiva. È...
