Matteo Renzi? È come Enrico Letta. A dirlo sono gli italiani, almeno secondo il rapporto dell’Osservatorio di Lorien situazione economica, sociale e politica degli italiani realizzata in collaborazione con Italia Oggi e riportata da affaritaliani.it . Il premier, che solo pochi giorni fa aveva detto di non credere a chi preconizza la fine della luna di miele tra lui e gli italiani («Lo avevano detto anche prima delle europee e avete visto com’è andata»), ha comunque poco di cui «stare sereno». Un po’ come il suo predecessore a Palazzo Chigi. Dallo stop sulle riforme istituzionali il periodo estivo si è caratterizzato da un repentino calo di fiducia nel futuro e nelle capacità del governo di guidare la ripresa. I dati Istat che confermano un Paese ancora in recessione sono stati una vera doccia scozzese per l’esecutivo: il bonus degli 80 euro non ha ottenuto i risultati sperati. L’81% degli italiani si sente personalmente colpito dalla crisi (+4% rispetto a due mesi fa). Gli italiani percepiscono più negativamente la situazione economica attuale, non solo nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale, ma reputano migliore la propria situazione finanziaria e occupazionale; la famiglia si riconferma come il luogo della rassicurazione, anche economica. Crolla però a appena il 50% la fiducia nel futuro (-7% in due mesi) e con essa il giudicio verso il governo, in fase discendente. Due aspetti correlati a causa dell’effetto diretto della capacità percepita dell’esecutivo di imprimere un cambiamento forte, radicale e positivo al Paese. Oggi, a oltre 6 mesi dall’insediamento, il giudizio positivo al governo (56%) è su livelli non dissimili a quelli del governo Letta dopo lo stesso periodo (poi cominciò un declino lento e declino). Le priorità per gli italiani sono rappresentate dai temi del lavoro (96%), scuola e sanità. Tra i provvedimenti annuncianti in questi giorni sono ricordati principalmente il «decreto scuola» (citato dal 25% degli italiani) e la riforma della giustizia (24%). Del primo si apprezza il programma di assunzione di 150mila insegnanti e il potenziamento di alcune materie (geografia, storia dell’arte, inglese); sulla giustizia sono apprezzate in particolar modo le misure per ridurre la durata dei processi civili; infine, nel decreto Sblocca Italia, le semplificazioni burocratiche. Cresce la preoccupazione per attentati terroristici (72%). Il Pd perde voti nei confronti dell’astensione, mentre torna a crescere il M5S e continua il declino di FI. A fare le spese di questo calo di fiducia nel governo sono le intenzioni di voto verso il Pd e il numero dei dichiaranti il voto. La delusione delle aspettative per molti elettori potenziali del Pd (tra di essi il gradimento del governo è passato dal 95% al 75%) ha fatto sì che una parte di essi ora non esprima più una propensione di voto netta per il principale partito di governo e sia andata a ingrossare le file di astensione e indecisi.
Per gli italiani Renzi è uguale a Letta. E il Pd crolla
Il rapporto Lorien certifica la fine della luna di miele tra il premier e il Paese. Fiducia al 56%
