Era nell’aria da tempo. E gli statali avevano incrociato le dita sperando in un colpo di bacchetta magica per rimpinguare i loro salari fermi dal 2009. Invece no. Ieri la notizia del blocco dei contratti per i ministeriali fermi anche nel 2015 è stata ufficializzata dall’esecutivo. A confermare le indiscrezioni anticipate quest'estate ma mai confermate direttamente dal governo, è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia che ha ammesso apertamente che le risorse per il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione non ci sono. Una chiusura netta che ha scatenato la reazione dei sindacati, che hanno parlato di «attacco al lavoro», hanno dissotterrato l’ascia di guerra annunciando la mobilitazione e hanno quantificato in 4.800 euro la perdita dei salari dei lavoratori del settore pubblico. «In questa situazione di crisi l’alleanza è prima di tutto con chi ha più bisogno - ha detto la Madia - quindi confermiamo gli 80 euro. Ma in questo momento - ha aggiunto - le risorse per sbloccare i contratti non ci sono perché l'Italia è ancora in una situazione di difficoltà economica». Il congelamento del rinnovo, ha spiegato la responsabile del dicastero della funzione pubblica Madia,«dovrebbe essere di un anno e sarà messo nero su bianco nella legge di Stabilità. I contratti sono stati bloccati all'inizio della crisi, quindi credo che tutti, governo e parti sociali, dobbiamo lavorare» per questo, ha aggiunto. Ma il sindacato non ha digerito il boccone amaro. «Se il blocco dei contratti della pubblica amministrazione sarà esteso anche al 2015, complessivamente i lavoratori dipendenti avranno perso 4.800 euro, ha detto il responsabile del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, secondo cui «la riforma della pubblica amministrazione del governo si caratterizza sempre di più per essere un attacco al mondo del lavoro». Secondo i calcoli della Cgil, il blocco per il 2015 vale circa 600 euro in meno in busta paga ai dipendenti pubblici, che sommati ai 4.200 euro di mancati aumenti registrati fino ad oggi diventano complessivamente 4.800 euro. «Aspettiamo di vedere la legge di Stabilità - ha aggiunto Gentile - ma le indicazioni che arrivano dal ministro Madia sono chiaramente una penalizzazione molto forte per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici». «Se il Governo Renzi pensa davvero di umiliare ulteriormente i dipendenti pubblici, sottoponendoli a continui rimandi sul proprio futuro e contrapponendo il loro diritto al contratto all'interesse generale, la nostra risposta non potrà essere che la mobilitazione», ha aggiunto Rossana Dettori, segretaria generale dell'Fp-Cgil. «Senza un passo indietro del Governo, senza certezze sulla riapertura della contrattazione nel pubblico impiego - ha concluso la segretaria generale - torneremo nelle piazze». Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto al governo di «togliere i soldi agli enti locali, alle regioni, ai comuni e alle aziende municipalizzate, non ai dipendenti statali. Stiamo ancora aspettando iniziative di spending review» ha aggiunto. Salta dunque per l’esiguità delle risorse disponibili anche le ipotesi di mediazione che erano emerse all’inizio dell’estate quando l’obiettivo sarebbe stato quello arrivare a una mediazione, a un compromesso. Una sorta di soluzione «parziale», magari sbloccando solo l'indennità di vacanza contrattuale, ferma, pure questa al 2010. Nulla di tutto questo. Con il Pil che non riparte i 4-5 miliardi per i rinnovi non ci sono. Gli statali dovranno attendere.
Madia conferma: niente soldi agli statali
