Anche Beppe Grillo vuole il Circo Massimo. Sarà perché ha partecipato al concertone dei Rolling Stones a giugno scorso o perché, dopo aver «scippato» piazza San Giovanni alla Sinistra, non potrebbe accontentarsi di un luogo qualsiasi. Fatto sta che il comico ha lanciato un mega evento a Roma, con i duemila eletti del MoVimento 5 Stelle. L’appuntamento sarebbe dal 10 al 12 ottobre al Circo Massimo. Il condizionale è d’obbligo visto che, almeno per ora, il Campidoglio ha negato il permesso. Ma il comico non si ferma e annuncia che la convention ci sarà comunque. Del resto, precisa il suo blog, «abbiamo iniziato per tempo, il 1° luglio, la trafila dei permessi seguendo ogni passo burocratico nel massimo rispetto delle procedure e delle regole». Ma niente da fare. Il M5S se la prende con il Comune e con il ministero per i Beni e le Attività culturali, «nelle persone del Direttore della promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali (...), il camaleontico Maurizio Pucci, che ora torna con un ingaggio da 115 mila euro (...) e la cui nomina è già stata inserita in due fascicoli di inchiesta, uno della Corte dei Conti ed uno della Procura della Repubblica. E nella persona dell’architetto Federica Galloni, responsabile della Direzione regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la donna la cui firma tutto può». Sul blog fioccano le accuse e gli insulti al sindaco Marino. Del resto, si nota, «il Comune di Roma ed il Mibac, che negli anni hanno autorizzato al Circo Massimo un po’ di tutto nonostante il solito parere contrario della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma, ci ha inviato il 31 luglio una secca risposta: la manifestazione è troppo importante, l’allestimento troppo grande per questa area. Se volete, Italia 5 Stelle (questo il nome dell’evento, ndr) la fate altrove, forse». Ovviamente non poteva mancare un pizzico di «complottismo»: «Perché noi siamo il Movimento 5 Stelle e non abbiamo corsie preferenziali come tutti i partiti o sindacati che negli anni ci hanno organizzato di tutto o come i Rolling Stones che hanno pagato profumatamente l’occupazione suolo pubblico ed in più erano un "sogno da ragazzo" di Marino». Ma non è tutto. «Alla nostra ferma richiesta di spiegazioni sulle motivazioni del diniego e soprattutto sui riferimenti di legge, decreti, regolamenti, delibere etc. che lo hanno causato, o se la scelta di concedere il Circo Massimo o meno sia discrezionale in base al colore politico o al portafogli del richiedente, abbiamo creato il panico in Comune - dicono i 5 Stelle - e siamo stati celermente ricevuti e rassicurati che con qualche piccola modifica (che abbiamo prontamente apportato) ci avrebbero rilasciato il permesso per l’area». Ma la risposta definitiva non è ancora arrivata: «In pratica è un no, avere l’autorizzazione pochi giorni prima non ci consentirebbe di organizzarla e loro lo sanno benissimo». Il MoVimento non molla: «Noi Italia 5 Stelle la faremo. Con il permesso del Comune di Roma così come l’avevamo pensata a Circo Massimo o senza permesso in una pacifica adunata di liberi cittadini. Pacifica ma un po’ incazzata. Perché noi siamo gandhiani ma non coglioni». Dal canto suo il Campidoglio chiarisce che «per organizzare manifestazioni in aree sottoposte a vincoli archeologici, come il Circo Massimo, è necessario il parere vincolante di un Tavolo tecnico». In questo caso la valutazione è stata negativa. In ogni caso, il Campidoglio ricorda che c’è stata «una riunione tra esponenti del movimento politico e l’amministrazione di Roma Capitale proprio per cercare di individuare un nuovo progetto, depositato lo scorso 20 agosto dal M5S, da sottoporre al Tavolo tecnico come prevedono la legge e i regolamenti. In quella sede Roma Capitale si esprimerà positivamente rispetto alla richiesta avanzata». Basterà questo per convincere la Sovrintendenza e tutti gli altri?
Grillo «Stones» vuole il Circo Massimo
Beppe chiede l’area del megaconcerto per un raduno cinquestelle. No del Comune. Sul blog attacca: «Marino l’ha concessa a tutti, ci saremo anche senza permesso»
