Politica

Riforme, Renzi vede Napolitano. Partono i "mille giorni"

Domani il Consiglio dei ministri. Sul tavolo giustizia, Sblocca-Italia e riforma della scuola. Al centro del dibattito il nodo intercettazioni e il superamento dei supplenti

Renzi prepara il Consiglio dei ministri di domani e oggi vede il capo dello Stato. In giornata sarà ricevuto al Quirinale da Napolitano, nel pomeriggio o al massimo in serata. Sarà comunque dopo le 16, in attesa che il presidente della Repubblica rientri da Venezia. Un appuntamento per discutere i piani del governo, al rientro dalla pausa estiva, sulla strada delle riforme e per tirare le somme del lavoro istruttorio fatto sui vari provvedimenti annunciati per il Consiglio dei ministri di domani. Un bilancio che riguarda la giustizia, lo Sblocca-Italia e le linee guida sulla riforma della scuola. Temi corposi sul tavolo del governo, che domani inaugura i famigerati "mille giorni" entro i quali l'Italia dovrà cambiare volto, stando almeno alle intenzioni e alle aspettative di Renzi. Sul primo argomento pesano le divisioni emerse nuovamente ieri al termine del giro di consultazioni con i partiti, voluto dal ministro Andrea Orlando. “Sui 12 punti in discussione - ha dichiarato la presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Donatella Ferranti - Orlando è pronto, poi ci sarà una valutazione con il premier su quali temi portare al Cdm”. Renzi ha annunciato l'obiettivo di dimezzare entro i mille giorni l'arretrato del civile e "garantire un processo civile in primo grado in un anno, anziché tre come oggi". E quello di dimezzare la chiusura estiva dei tribunali, portando a 20 i giorni di ferie. La riduzione delle ferie dei tribunali "è un simbolo, ma importante. Arretrato si risolve in altro modo. Facciamo domani DL ad hoc su questo #italiariparte”, ha scritto il premier su twitter rispondendo alla domanda di un follower che gli chiedeva se per superare l'arretro civile fosse sufficiente qualche giorno di lavoro in più durante l'estate. Sulle misure annunciate per aggredire l'arretrato dei procedimenti civili, giunto alla cifra mostruosa di 5 milioni circa di processi pendenti, arrivano le perplessità dell'Associazione nazionale forense. Per raggiungere lo scopo il governo intende ridurre il numero degli appelli e favorire il ricorso ad arbitrati e mediazioni. Soluzioni che “potrebbero rivelarsi un flop - dice il segretario generale Ester Perifano - sembrano del tutto inadeguate. Le anticipazioni che circolano su una possibile stretta sull'appello e sul ricorso per Cassazione, specularmente a quanto è stato detto per il penale, vanno nel solco, già percorso in modo fallimentare, di cercare di intervenire sui numeri, a scapito delle tutele”. Ma è soprattutto il tema delle intercettazioni a spaccare la maggioranza. Al vertice con il Guardadigilli Orlando, a cui i 5 Stelle non hanno partecipato opponendo un plateale diniego, sono emerse divergenze sulle priorità da affrontare. “Per noi intercettazioni e prescrizione vanno separati”, ha spiegato oggi Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera. Altri nodi da sciogliere sono quelli sulla responsabilità dei magistrati che sbagliano e il falso in bilancio. Possibile anche un intervento per il divorzio più facile. Aggiustamenti in corso anche sullo Sblocca-Italia: oggi i ministri delle Infrastrutture Lupi e dell'Economia Padoan dovrebbero fare il punto sul lavoro preliminare elaborato dai tecnici dei vari ministeri coinvolti nella preparazione del provvedimento. Proprio Lupi aveva spiegato che "una parte delle coperture partirà con lo Sblocca-Italia e una parte con la legge di stabilità. I due provvedimenti viaggiano in parallelo". Renzi ha escluso qualsiasi aumento delle tasse, ma dopo le stime Istat sul pil che hanno gelato le aspettaive del governo, occorrerà mettere mano alla spesa pubblica, con tagli sostanziosi, per evitare uno sforamento dei vincoli sui conti pubblici. La legge di stabilità dovrà arrivare entro la metà di ottobre. I primi interventi sulla spesa già domani. Sulla scuola, fa discutere la decisione fatta trapelare dalla ministra dell'Istruzione Giannini di superare il sistema dei supplenti. È possibile che il governo si avvierà a un piano straordinario di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti. Renzi, in un'intervista a Tempi, ha annunciato una riforma che sorprenderà. Domani si vedrà. Ma autonomia degli istituti, aggiornamento professionale degli insegnanti, alternanza scuola-lavoro sembrano i temi caldi al centro dei prossimi provvedimenti.

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