Politica

Polverini: «Rottamare i dirigenti di FI? No, mediamo tra nuovo e vecchio»

«L'appoggio a Renzi non durerà se manca il confronto sui temi economici»

Riaggregare il centrodestra partendo da un’intesa sui temi economici. È questa l’idea di Renata Polverini, deputata di Forza Italia, ex presidente della Regione Lazio, per contrastare il governo Renzi. Le previsioni sull'economia del premier e Padoan si sono rivelate sbagliate. Cosa bisogna fare per ripartire? «Il contrario di quello che vuole fare Renzi. Ormai siamo in piena recessione, ed è evidente che continuando a impoverire le persone e non consegnando gli strumenti idonei agli imprenditori si rischia di far implodere il sistema. Credo che occorra investire, trovare delle forme di investimento pubbliche e sollecitare i privati, contrariamente a quello che sta facendo il governo. Serve uno choc positivo, bisogna immettere delle risorse nel sistema». Pur essendo su posizioni economiche così diverse continuerete ad appoggiare Renzi sul fronte delle riforme? «Purtroppo non credo. C'è una grande disponibilità da parte di Berlusconi nel sostenere Renzi sulle riforme ma anche una volontà di ragionare su ricette alternative dal punto di vista economico. Il governo invece continua a rispondere solo alle regole imposte dall’Europa e non pensa agli italiani. Se non ci sarà un confronto sulle questioni economiche mi pare complicato continuare con questo doppio atteggiamento che risulta sempre più incomprensibile ai nostri elettori». Molti dicono che Renzi sia più bravo come comunicatore che come politico. Come si contrasta un leader così? «Non saremo noi, purtroppo, a contrastarlo, ma gli italiani. Fino a oggi è andato avanti con promesse, annunci e provvedimenti mai realizzati. Il Paese è sempre più povero, i disoccupati non riescono a trovare lavoro, i pensionati hanno paura di veder tagliato ancora una volta il loro reddito, i dipendenti pubblici rischiano un nuovo blocco. Di fronte a tutto ciò non basta saper comunicare, saranno gli italiani a opporsi per primi a Renzi». È possibile riaggregare il centrodestra? «Penso sia necessario, non possibile. Per la prima volta ci troviamo davanti un partito che ha superato il 40% alle elezioni Europee perché non ha trovato di fronte una coalizione coesa come lo era stata in passato». Su cosa si può trovare un’intesa? «Sui temi economici, con la Lega che oggi sembra parlare un linguaggio diverso rispetto al passato, ma anche con il Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia, con i quali condividiamo amministrazioni importanti a livello regionale e comunale. Non esiste un Paese dove c’è un consenso così forte verso il centrodestra, ma non si riesce a trovare una modalità per stare insieme. Sui temi concreti sicuramente ci riaggregheremo». Ieri la Biancofiore ha detto che Berlusconi «non deve circondarsi sempre degli stessi dirigenti». È d’accordo? «La verità sta sempre nel mezzo, soprattutto in politica. Dobbiamo sicuramente rinnovare, ma al tempo stesso c’è bisogno anche delle esperienze maturate da personaggi autorevoli che da anni sono al fianco del presidente Berlusconi. Lui dovrà saper coniugare questa esperienza con i giovani. Non sono per il nuovismo a prescindere». Come giudica il no di Bruxelles alla richiesta di aiuto di Alfano sul tema dell’immigrazione? «Ancora una volta l’Europa si prende gioco dell’Italia lasciando completamente sulle nostre spalle un problema gravissimo. È l’ennesima conferma che non è un’Europa dei popoli, ma un’Europa che ti bacchetta quando non rispetti i parametri economici che ti ha imposto, ma non è in grado di aiutarti nelle emergenze. Forse bisognava essere più duri dall’inizio. È indubbio che la nostra posizione geografica ci pone in una condizione diversa, non possiamo essere trattati come gli altri Paesi». È stato approvato dal Parlamento l’articolo 39 del ddl Boschi che ha abolito i rimborsi elettorali per i gruppi politici nei consigli regionali. «Io nell’ultimo atto che feci come presidente della Regione Lazio, in una seduta pubblica, li avevo aboliti. Siamo arrivati prima anche rispetto al ddl Boschi. È evidente che troveranno le modalità per garantire ugualmente l’attività politica dei gruppi».

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