Si complica la partita della riforma della giustizia in vista del Consiglio dei ministri di fine mese che dovrebbe varare le nuove norme di rivisitazione della giustizia civile. A surriscaldare il clima c’è stato ieri lo scontro tra M5S e governo. I 5 Stelle hanno infatti disertato, come avevano annunciato, l'incontro con il Guardasigilli previsto per ieri, spiegando in una lettera aperta allo stesso Andrea Orlando, pubblicata sul blog di Grillo, di non volere «incontri di facciata» e pronunciando un netto No a quella che bollano come una «riforma di Berlusconi». La questione aperta è quella delle intercettazioni e del falso in bilancio su cui il governo e la maggioranza sono ancora in alto mare. Di qui l’attacco del M5S contro il premier che accusa il premier di voler prendere tempo per fare «un regalo» a Berlusconi. «Il presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo - polemizzano i 5Stelle - nel constatare che un premier possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia». Secondo i 5Stelle, «dopo il Patto del Nazareno, la lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale, sono scivolate all'ultimo posto le priorità del governo. Si parla di responsabilità dei giudici, ma in Italia non dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilità dei criminali, anche se politici?» La replica del governo non si fa attendere e scatens un serrato botta e risposta con lo stesso premier Renzi che dà fuoco alle polveri, rilanciando un tweet del presidente Pd Matteo Orfini, che scrive caustico: «I grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...». Immediata la battuta di Vito Crimi: «Il M5S non dialoga coi terroristi, chi lo dice mente. Inevece il governo manda armi in Medio Oriente». E il grillino Alfonso Bonafede rilancia: «Utilizzare una mediocre boutade (di Orfini!) sul terrorismo per sviare l'attenzione dai problemi veri della giustizia dà il senso di un premier povero di argomenti e di sostanza!» Da parte sua, invece, il ministro della Giustizia Orlando sostiene che sulla riforma della giustizia «non si tratta di fare accordi più o meno segreti con nessuno». E, nonostante lo stop grillino, non esclude futuri incontri: «Mi auguro che la discussione possa proseguire. Mi spiace per le parole usate dal M5S perché l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare a contrasto alla criminalità economica e giustizia civile. Le proposte che erano emerse sono infatti state ritenute integrabili con le nostre». Oltre a M5S, anche Sel e Lega hanno deciso di non incontrare il Guardasigilli. Solo Forza Italia si è presentata in via Arenula anche se l'azzurra Stefania Prestigiacomo mette i puntini sulle «i»: no ad una riformetta che non servirebbe a nulla se non a perpetrare tutte le disfunzioni attuali.
Giustizia, no dei grillini al confronto
Rifiutato l’incontro con il ministro Orlando. Il Pd: loro parlano solo con i terroristi. La replica: accuse infami, piuttosto fa ribrezzo chi scende a patti con Berlusconi
