L’ha scritto chiaro e tondo (come fa da una vita) sul «Fatto quotidiano» e lo ripete: «Se devo scegliere in questa guerra degli orrori scelgo quelli dell’Isis». Massimo Fini non ha dubbi: «Non ci accorgiamo mai delle vittime che facciamo noi, ma soltanto di quelle che fanno gli altri. È l’ipocrisia occidentale». Due pesi e due misure? «Colpisce la ferocia dell’Isis ma non è più nobile uccidere sparando missili. L’unica differenza è che nel secondo caso non si vede la strage. Nel primo, invece, la testa mozzata fa orrore». Lei sostiene che quelli dell’Isis siano «guerriglieri» e non «terroristi». Perché? «Il terrorismo è un fatto preciso, come quando in una città si fa saltare un obiettivo sensibile. I guerriglieri, invece, combattono sul campo». Quindi trova sbagliata la distinzione tra gli occidentali e i loro valori da un lato e gli jihadisti dall’altro? «Certo, è una visione manichea. Noi siamo quelli regolari, i nostri nemici, invece, sono sempre terroristi. Questa è la forma che ha assunto il razzismo in quest’epoca: l’idea che esista una cultura superiore, la nostra. Se Israele fa stragi di civili siamo molto cauti nelle reazioni e poi, però, condanniamo i tre missiletti di Hamas». Una forma di totalitarismo? «Sì, il totalitarismo degli ultimi trent’anni. L’Occidente pretende di omologare a sé l’intero esistente. E la gente non se ne rende conto». Dunque lei non condanna gli jihadisti. «Bisogna capire perché questo fenomeno si è affermato». Perché? «La pressione dell’Occidente è stata violentissima, militare, economica, culturale. Ad esempio l’idea che le donne debbano omologarsi a quelle occidentali è una forma di terrorismo, anche grave perché arriva da una cultura che ha radici liberali. La civiltà greca, che è alla base della nostra, è stata la prima a riconoscere l’altro da sé. Adesso, ponendo la superiorità dell’Occidente, è come se tradissimo la nostra cultura». Colpa anche dell’ignoranza? «Certo. È stato evidente nella vicenda del post scritto da Di Battista. Chi si è scandalizzato non sa niente di storia internazionale, anche recente. Se scrivo, riprendendo dati del Pentagono, che nella prima guerra del golfo i bombardamenti americani hanno ucciso 32.195 bambini, nessuno lo sa. In Italia, poi, c’è un’informazione più realista del re, che occulta le cose». Pensa che il post di Di Battista sia stato criticato anche perché c’è una prevenzione nei confronti del MoVimento 5 Stelle? «Il post era ben argomentato e solo i 5 Stelle, che sono al di là della destra e della sinistra, potevano tirarlo fuori. Ovviamente per tanti sono brutti, sporchi e cattivi, succedeva anche con la Lega dei primi tempi. Non è un caso che ogni loro scivolone sia amplificato mentre nessuno dice niente se Renzi scrive "Lettastaisereno" e poi dopo pochi giorni lo sostituisce a Palazzo Chigi».
Io capisco le ragioni della jihad
intervista a Massimo Fini