Politica

Montecitorio, nessun impiegato guadagnerà più di 240mila euro

La decisione in linea con i tagli da spending review. Ancora da definire le indennità di funzione dei dirigenti

Drastica cura dimagrante per i dipendenti di Camera e Senato. Il Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica e l’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati hanno infatti approvato ieri un identico documento in tema che introduce tetti massimi alle retribuzioni dei dipendenti delle due Istituzioni in analogia con quanto disposto dal decreto-legge n. 66 del 2014 per il personale delle altre pubbliche amministrazioni. L’obiettivo di Montecitorio e Palazzo Madama - spiega un comunicato della Camera - è «contribuire allo sforzo di risanamento delle finanze pubbliche, proseguendo con decisione sul terreno del contenimento dei propri costi di funzionamento». Sulla base degli indirizzi approvati adesso partirà la fase di contrattazione con i sindacati per giungere alle delibere finali. Il documento prevede che i tetti massimi agli stipendi dei dipendenti siano raggiunti nel quadriennio 2014-2017 attraverso un contributo di solidarietà. In ogni caso, nessun dipendenti di Camera e Senato potrà percepire più di 240mila euro netti, limite stabilito dal decreto legge 66 del 2014. Una norma che vale soprattutto per i consiglieri parlamentari. Il nodo delle indennità di funzione e dei ruoli apicali verrà invece affrontato in seguito. In ogni caso i principi del decreto verranno adeguati «alle specifiche caratteristiche del lavoro presso le istituzioni parlamentari che richiedono di salvaguardare i rapporti retributivi attualmente esistenti tra le diverse categorie professionali, stabilendo così un tetto alle retribuzioni per ciascuna di esse». Il documento prevede, inoltre, «di incidere gradualmente anche sui trattamenti retributivi in essere attraverso una loro effettiva e strutturale riduzione, mediante l’applicazione di un contributo straordinario fino al raggiungimento dei tetti stabiliti». «È un passo importante e positivo», commenta in una nota la presidente della Camera Laura Boldrini che si augura «si faccia strada, tra tutti i dipendenti, il senso di responsabilità e la consapevolezza che ci stiamo muovendo in modo lungimirante verso una riforma complessiva, con l’obiettivo di arrivare al ruolo unico dei dipendenti del Parlamento e ad un’amministrazione unica delle Camere».

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